
C'è una pista ticinese nelle indagini sul clamoroso furto avvenuto nella primavera 2012 ai danni della Biblioteca dei Girolamini di Napoli, una delle più antiche d'Italia.
Stando a quanto riferisce La Regione, un prezioso volume del 1606, che si ritiene far parte del bottino di quella rapina, è stato rinvenuto in una cassetta di sicurezza di una banca di Lugano e già il mese scorso è stato consegnato alle autorità italiane.
Sul filone elvetico dell'inchiesta, che ha avuto grande eco in Italia e che è già sfociata in alcuni arresti, sequestri e condanne, tra cui quella dell'ex direttore della biblioteca, ha indagato la sede distaccata a Lugano del Ministero pubblico della Confederazione, diretta dal pm Pierluigi Pasi. Nel 2013 nel nostro Paese è stato aperto un procedimento per riciclaggio, i cui accertamenti hanno poi portato alla scoperta del libro.
Libro che è stato sequestrato su ordine del Ministero pubblico della Confederazione e restituito alle autorità giudiziarie italiane. Sul volume la Procura federale non può fornire altre precisazioni, al fine di "tutelare le indagini italiane". Nel frattempo il procedimento per sospetto di riciclaggio aperto dall'Mpc è stato abbandonato, "non essendo emersi indizi di attività criminale in Svizzera."
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