
Ci sono volute quattro ore stamani per ripercorre le 18 pagine dell’atto di accusa firmato dal procuratore pubblico Nicola Respini. 4 ore per ricostruire i 47 furti realizzati – singolarmente o in correità - da 5 giovani ticinesi della Riviera tra il 2005 al 2009. La lista dei furti - commessi ai danni di esercizi pubblici, abitazioni e magazzini privati - riporta gli oggetti più disparati per un ammontare complessivo di 220 mila franchi. Una lista lunghissima di oggetti per lo più inutili. Che ne avete fatto del compressore ha chiesto il giudice Mauro Ermani? L’ho utilizzato per gonfiare le gomme della bici”, ha risposto con disarmate leggerezza un imputato. Una leggerezza che è emersa più volte in aula e che il procuratore Respini ha sottolineato con durezza nella sua requisitoria: citando i verbali, il procuratore ha ricordato i motivi che hanno spinto i giovani a delinquere: “per noia, per fare una scemata, per rendere più eccitanti le nostre serate”. Ma a tenere banco nella ricostruzione sono soprattutto due episodi. Biasca, ottobre 2008. Due degli imputati che oggi sedevano di fronte alla corte delle assise correzionali, rubano un furgone, fanno un giro nel bosco, e poi lo abbandonano vicino al fiume, non prima però di avergli dato fuoco con un litro e mezzo di miscela. Perché chiede il giudice? Per non lasciare tracce, risponde uno degli imputati. Il Secondo episodio grave si verifica a Lodrino, siamo nel settembre 2008: due imputati, sempre gli stessi, rubano un trax e in perfetto stile film d’azione assaltano l’ufficio postale. Sfondano la porta, entrano rovistano nei cassetti prima di scappare a mani vuote mentre l’allarme squilla. Nei loro confronti, il Procuratore pubblico ha chiesto pene detentive di 24 e 18 mesi, lasciando alla corte la decisione della sospensione condizionale. Pene pecuniarie invece per i restanti tre, responsabili di un numero inferiore di reati. Gli avvocati difensori invece si sono battuti per una sensibile riduzione della pena dei loro assistiti, facendo leva sulla buona collaborazione e per tre di questi sulla loro incensuratezza. La sentenzaIn serata è giunta la sentenza. Il giudice Mauro Ermani ha condannato a 20 e a 16 mesi - sospesi per un periodo di prova di tre anni - i due giovani che si sono resi responsabili del maggiore numero di reati, tra i quali figurano anche l’assalto alla Posta di Lodrino e l’incendio intenzionale di un furgone. I restanti tre imputati sono invece stati condannati a una pena pecuniaria sospesa per due anni.
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