
Il comitato cantonale dell’Unione Sindacale Svizzera (USS) sezione Ticino e Moesa, riunito ieri sera a Bellinzona, ha espresso viva soddisfazione per la riuscita del referendum contro la pianificazione ospedaliera "la quale, se fosse applicata, comporterebbe la privatizzazione di una buona parte degli ospedali dell’Ente ospedaliero cantonale".
Già sin d’ora l'USS rivolge un appello ai cittadini "affinché questa infausta decisione possa essere respinta in votazione popolare" il prossimo 5 giugno.
Durante la stessa seduta il comitato ha deciso le raccomandazioni di voto per il prossimo 28 febbraio:
- No al raddoppio del Gottardo, "perché è inutile e dannoso. Inutile, perché non è vero che il Ticino sarebbe isolato dal resto della Svizzera (le alternative esistono); dannoso, poiché esso comporterebbe un ulteriore aumento del traffico e dell’inquinamento dell’aria."
- No alla nuova legge sulle aperture dei negozi, "perché peggiora le condizioni di lavoro, perché crea ulteriori difficoltà ai negozi di paese, perché non è necessaria."
- No all’iniziativa sull’espulsione degli stranieri, "perché introduce una giustizia a due velocità, perché è ingiusta e inutile."
- Si all’iniziativa contro la speculazione sui generi alimentari, "per evitare superprofitti a favore delle multinazionali sulle materie prime agricole e sui generi alimentari."
Infine il comitato cantonale ha espresso viva preoccupazione per quanto sta succedendo alla RSI. Ritiene "inammissibile che le proposte di contenimento delle spese presentate dai sindacati in alternativa ai licenziamenti non sono state nemmeno discusse tra le parti sociali" e deplora i metodi, "assolutamente inaccettabili", messi in atto per concretizzare una serie di licenziamenti.
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