
L’assemblea del personale Rsi ha eletto nella giornata odierna la commissione di consultazione, che si chinerà sul piano di risparmio dell’azienda, che entro la fine del 2022 dovrà risparmiare 8 milioni di franchi. La Commissione avrà termpo fino al 27 settembre per proporre alla direzione “delle alternative di risparmio volte a ridurre al minimo l’impatto sui tagli di personale previsti”. Grazie alle fluttuazioni naturali e ai prepensionamenti, buona parte dei tagli è già rientrata. Sul tavolo rimangono tuttavia ancora 6 esuberi.
“La mazzata che si temeva non è fortunatamente arrivata ma la riduzione di personale, tanto o poco che sia, si conferma e si confermerà anche in futuro”, sottolinea il sindacato SSM, secondo cui la nuova direzione RSI in questi primi mesi di attività non si è risparmiata. “Ha cercato in tutti i modi, anche grazie agli incentivi SSR, che hanno favorito diversi prepensionamenti, di ridurre al minimo gli effetti più negativi della “manovra” da 8 milioni.
Ora la Commissione, anche grazie ai suggerimenti che arriveranno dalla consultazione del personale, spera di trovare i mezzi per scongiurare qualsiasi licenziamento. Ciò che fa sperare il sindacato è la cosiddetta “carriera ad arco”, che dovrebbe essere inserita nel nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL), attualmente in discussione tra SSR e SSM, che assicurerà, anche a coloro che dovessero ridurre il loro tempo di lavoro, “la piena copertura pensionistica a fine carriera. Ciò, potrebbe liberare ulteriori risorse e salvare altri impieghi”.
Tutto ciò però non basta per il sindacato, che chiederà di più. Ciò che continua a mancare, secondo SSM, è un piano industriale dell’azienda. “Non si potrà andare avanti all’infinito a imporre piani di risparmio. La RSI deve finalmente decidere, e in fretta, cosa vuole diventare da qui ai prossimi anni. Quali programmi, con quali risorse, per quale pubblico? Sono tutte domande che attendono una risposta. Considerando che il mercato è in continua evoluzione, che la concorrenza è sempre più agguerrita, che le risorse finanziarie continueranno a diminuire, è urgente disporre di un progetto chiaro e condiviso, spiegarlo e implementarlo. Solo così le collaboratrici e i collaboratori potranno continuare a sentirsi veramente parte dell’azienda e a identificarsi con essa”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

