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RSI: "La direzione si dimetta"
RSI: "La direzione si dimetta"
RSI: "La direzione si dimetta"
Redazione
11 anni fa
Un gruppo di dipendenti chiede la testa di Canetta: "È indispensabile se si vuole riconquistare forza e adesione"

Non si placa la polemica sui licenziamenti all'americana messi in atto di recente dalla RSI. Dopo i sindacati, e la politica, ora anche un vasto gruppo di dipendenti dell'emittente pubblica esce allo scoperto e prende posizione. In una lettera giunta alla nostra redazione, diversi dipendenti, che vogliono restare anonimi, chiedono alla direzione di dimettersi per "riconquistare forza e adesione, sia all'interno che all'esterno dell'azienda".

Ecco il contenuto della lettera:

"Siamo un vasto gruppo di dipendenti e chiediamo che la Direzione RSI si dimetta dal proprio ruolo".

"Il clima che è stata instaurato con i licenziamenti non consente di lavorare in modo sereno e di affrontare le sfide che il servizio pubblico è chiamato a sostenere".

"Dopo aver dimostrato ai dipendenti e all'opinione pubblica la disonestà e la scorrettezza di cui è capace, mettendo in atto in modo sommario e crudele il piano dei licenziamenti, la Direzione RSI è invitata a un atto di responsabilità".

"È finito il tempo dei ricatti, delle intimidazioni e della retorica calcistica. State zitti se no salta tutto / Non propagate notizie all'esterno, altrimenti usciremo tutti sconfitti / Abbiamo bisogno di voi: solo uniti vinceremo la partita. Con queste affermazioni, espresse ancora di recente dalla Direzione e, in seconda analisi, dall'Associazione dei Quadri, le persone che rivestono un ruolo all'interno dell'azienda dimostrano di ignorare la posta in gioco. Abbiamo aspettate per tre settimane nell'attesa di un gesto di responsabilità e buonsenso che non è arrivato. Ci troviamo ora costretti ad invocarlo per mezzo di un comunicato anonimo". 

"Per tutelare il servizio pubblico occorre che la fiducia dei dipendenti e dell'opinione pubblica venga ristabilita al più presto. Questo non lo si ottiene intimorendo e ricattando i propri dipendenti. Occorre che l'azienda sia forte e solida (e non vittima di timori e ricatti), se vuole uscire indenne dalle bordate cui è sottoposta. I membri della direzione attuale non garantiscono questa solidità: sono sfiduciati dai collaboratori e non godono di alcun sostegno politico. Un ricambio ai vertici è indispensabile, se si vuole riconquistare forza e adesione, sia all'interno che all'esterno". 

"Unitamente a questo atto di responsabilità, chiediamo che il nuovo corso sia affidato a persone integre e spendibili; persone che sappiano instaurare una nuova condotta basata sui valori del rispetto, della qualità e della trasparenza. basta con gli intrallazzi e il clientelismo; basta con le assunzioni preferenziali e il nepotismo; basta coi licenziamenti sommari, con le esternalizzazioni, con la retribuzione di ex-superior con più di 65 anni. Chiarezza e trasparenza: solo in questo modo la nostra azienda potrà riconquistare i favori della gente". 

Firmato, "Dipendenti anonimi RSI"

CF

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