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Ticino
"Romano, non vi servono più guardie"
Redazione
13 anni fa
La Commissione degli Stati boccia la mozione per un aumento delle guardie di confine. Romano: "Si sa che hanno il braccino corto..."

Prima di decidere un eventuale aumento del numero di guardie di confine - specie in Ticino -, sarebbe meglio conoscere la situazione attuale del corpo e lasciare al Governo la facoltà di quantificare se vi è una necessità in materia e, in caso affermativo, con quali mezzi finanziari coprire i costi. È quanto pensa la Commissione della politica di sicurezza degli Stati (CPS-S) che ha bocciato, anche se di misura (7 a 6), una mozione del Consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI) e del democentrista zurighese Hans Fehr, a favore di un postulato meno vincolante. La mozione Romano è già stata approvata dal Nazionale lo scorso aprile con 170 voti a 14. Il Ticinese auspica l'aumento degli effettivi del Corpo delle guardie di confine a un numero almeno uguale a quello in servizio prima dell'entrata in vigore di Schengen/Dublino onde per far fronte ai problemi sempre più acuti nel Ticino causati dall'arrivo di clandestini e richiedenti l'asilo e lottare più efficacemente contro il contrabbando. Invece di un atto vincolante, la CPS-S ha preferito inoltrare al Consiglio federale (9 voti a 3) un postulato con cui chiede che il Governo informi nel suo Rapporto di gestione 2013 sulla situazione del Corpo delle guardie di confine (Cgfc) e indichi se sia necessario intervenire e come coprire i costi supplementari. La CPS-S ha poi raccomandato al plenum (7 voti a 5 e 1 astenuti) di respingere la mozione con cui Hans Fehr domanda all'Esecutivo di incrementare la Cgfc di 100-200 specialisti. La CPS-S non ritiene efficace un aumento forfettario di effettivi, indica una nota odierna dei Servizi parlamentari. Anche la mozione Fehr è stata approvata (160 voti a 17) dal Nazionale lo scorso aprile. Abbiamo raggiunto Marco Romano per un commento proprio mentre si apprestava a partire per Berna. Non si dice particolarmente stupito dalla decisione della Commissione. "Non ho ancora potuto leggere la decisione nei dettagli ma me l'aspettavo" afferma. "La Commissione degli Stati ha notoriamente il braccino corto ed ha visto solo il lato finanziario della misura."Ma secondo il consigliere nazionale pipidino aumentare gli effettivi delle guardie di confine non sarebbe un costo, bensì un investimento. "Sarebbe una misura che andrebbe a tutelare tutti gli abitanti delle zone di confine, aumentandone la sicurezza. E poi, con maggiori effettivi, aumenterebbero anche gli incassi, come quelli dei dazi doganali, per esempio."La partita, comunque, non è affatto chiusa. Marco Romano ci crede ancora, eccome. "Io sono convinto che alle Camere la mia mozione possa passare. Se in Commissione la decisione è stata così tirata, significa che questi equilibri sono ancora mutabili. Io nelle prossime settimane combatterò per far capire ai miei colleghi l'importanza di garantire un'adeguata sicurezza nelle zone di confine, armato di statistiche. D'altronde non bisogna fare grossi sforzi per capire che il problema esiste: basti guardare quanto successo in questi giorni a Novazzano..."E quindi buon viaggio a Berna e buon lavoro di lobbying, Marco Romano. Gli abitanti delle zone di confine tengono i pugni per te.ATS/RED

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