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Ticino
Roma non gradisce il "modello bottom-up"
Roma non gradisce il "modello bottom-up"
Roma non gradisce il "modello bottom-up"
Redazione
10 anni fa
Il ministro degli esteri Gentiloni lo ha fatto chiaramente intendere a Burkhalter. "La clausola ticinese non ci piace"

Una clausola di salvaguardia in caso di forte immigrazione da applicare a livello cantonale come previsto dal modello "bottom-up" elaborato dal professore Michael Ambühl per il Canton Ticino non piace all'Italia.

Come scrive oggi il "Tages-Anzeiger" (sulla base di un documento interno al Consiglio federale di cui l'ats ha potuto verificare il contenuto, n.d.r) riferendosi a quanto indicato ieri dal Ministro degli esteri Didier Burkhalter al Consiglio federale, Roma sarebbe favorevole solo a una soluzione nazionale per regolare l'immigrazione elaborata in accordo con l'Unione europea.

Il "modello bottom-up", proposto dal Ticino per l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, piace anche ai cantoni che la preferiscono a una clausola di salvaguardia unilaterale.

Per la Conferenza dei governi cantonali (Cdc), che oggi ha presentato questo modello sviluppato dall'ex Segretario di Stato Michael Ambühl (ora professore al Politecnico federale di Zurigo), il modello bottom-up sarebbe compatibile con la libera circolazione poiché non prevede né contingenti né tetti massimi.

Il modello prevede misure di salvaguardia del mercato del lavoro - come la preferenza nazionale - adottate al livello più basso possibile, laddove vengano riscontrate difficoltà particolari: in rami economici locali, a livello di regioni oppure in tutta la Svizzera. L'idea è che i Cantoni - raggiunti i criteri minimi - possano domandare alla Confederazione l'applicazione della clausola.

Stando al giornale svizzero tedesco, però, nel corso del recente incontro a Ginevra tra il consigliere federale Didier Burkhalter e il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni, quest'ultimo avrebbe fatto chiaramente intendere di non gradire una clausola di salvaguardia a livello cantonale.

Insomma, secondo il "Tages-Anzeiger" l'opposizione dell'Italia, uno dei paesi confinanti più importanti, al modello Ambühl rappresenterebbe una grossa ipoteca nei negoziati tra Berna e Bruxelles, negoziati già di per sé complicati. Ieri il portavoce del Governo André Simonazzi ha confermato una breve discussione sull'Europa in seno al Consiglio federale, aggiungendo che le trattative rimangono difficili.

Il perché della resistenza da parte italiana è facilmente comprensibile: con oltre 60 mila frontalieri, concentrati soprattutto nel Ticino, una clausola di salvaguardia penalizzerebbe soprattutto i cittadini della Penisola. Gli italiani rischierebbero quindi di venir discriminati rispetto agli stranieri provenienti dagli altri Paesi confinanti della Confederazione.

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