
La convocazione alla Farnesina dell'ambasciatore svizzero sulla questione dei frontalieri, ma soprattutto la mancata difesa dei rappresentanti diplomatici elvetici sulle posizioni della Svizzera, e del Ticino in particolare, irritano la Lega dei ticinesi che in un comunicato odierno annuncia il lancio di una petizione per esprimere sostegno alla misura introdotta dal ministro Norman Gobbi.
"Invece di scusarsi", si legge nella nota della Lega, "l'ambasciatore Kessler avrebbe fatto miglior servizio al paese difendendo le motivazioni ticinesi che hanno portato il Consigliere di Stato Norman Gobbi ad introdurre l'obbligo di presentazione del certificato penale a tutti gli stranieri che vogliono risiedere o lavorare in Ticino".
"Purtroppo non è stato così da quanto ci dice la cronaca" si continua a leggere. "E quindi, una volta in più, il Ticino deve difendersi da solo nei confronti del nostro fallitalico vicino, che si preoccupa dei documenti richiesti e non si chiede il perché migliaia di suoi concittadini scelgano il Ticino e la Svizzera come luogo di lavoro e di residenza".
Deplorando il lassismo della diplomazia federale, il movimento di via Monte Boglia invita i ticinesi a sottoscrivere la petizione che sarà lanciata nei prossimi giorni.
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