
“Manuele, se il tuo partito osa ancora essere dalla parte dei famigerati rom, non avrai vita lunga, te lo promettiamo... e noi manteniamo sempre le nostre promesse!!! Per un Ticino libero e pulito”. Questo il contenuto della lettera anonima spedita da Agno che il presidente del PS Manuele Bertoli ha ricevuto venerdì scorso. Insomma, non solo la Commissione cantonale nomadi si è vista recapitare in questi ultimi giorni una lettera contro i rom e dai toni minacciosi. Bertoli, scrive la Regione, ha deciso di non sporgere denuncia, al contrario di Silvana Calvo ed Edouard Wahl, i due membri della Commissione che hanno deciso di rivolgersi alla giustizia. “L’ho ricevuta pure io venerdì – dichiara Bertoli alla Regione –. Non è la prima volta che mi vengono indirizzate missive minatorie. In passato me ne sono arrivate riferite ad esempio all’iniziativa socialista riguardante l’introduzione a livello cantonale della tassa sul sacco. Questa però è la prima lettera anonima che mi viene spedita sulla questione dei rom”. E ancora: “Qui non si tratta di difendere o di accusare qualcuno. Si tratta di difendere un minimo di civiltà nel dibattito politico”. Dopo gli attacchi del Mattino della domenica e i successivi atti vandalici contro Giuliano Bignasca, Bertoli la scorsa settimana si è rivolto ai presidenti dei partiti (esclusa la Lega) con l’obiettivo di creare un accordo scritto per “evitare che il dibattito politico degeneri”. “Le minacce in essa contenute sono il povero sfogo di povere persone – termina –. Queste missive confermano però la necessità di abbassare i toni del dibattito politico”. Ma non solo il presidente del PS è finito nel mirino di ignoti. Anche il presidente della Commissione Ermete Gauro si è visto recapitare una lettera contro i rom. “L’ho ricevuta stamattina (ieri, ndr): una lettera anonima, spedita da Agno, dai toni più duri di quelli usati nelle missive destinate ai colleghi della commissione”, spiega Gauro. “Come già avevo fatto per lo scritto, con minacce di morte, inviatomi in giugno dopo gli spari contro il campo nomadi di Galbisio, ho segnalato quest’ultima lettera all’autorità giudiziaria. Inoltre – termina – ho informato il Consiglio di Stato delle missive recapitate di recente ai componenti della Commissione nomadi”. Secondo il presidente del governo Luigi Pedrazzini, queste lettere anonime “sono inammissibili, sono atti da censurare nel modo più assoluto. Contengono espressioni inaccettabili, indirizzate a chi svolge un ruolo su mandato istituzionale e non solo per sua scelta”.
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