
Il giorno dopo l’incendio in via Camara a Breganzona si torna ad indagare. La Scientifica oggi è tornato sul posto. Un lavoro, quello degli inquirenti, iniziato già ieri ma che solamente oggi è potuto entrare nel vivo. Fino a questa mattina infatti lo scantinato era inagibile a causa delle altissime temperature che hanno raggiunto 1200 gradi. Gli specialisti parlano volgarmente di 'effetto forno'. Un forno in cemento armato, visto che le fiamme si sono concentrate nel bunker della palazzina, un luogo chiuso senza finestre. Un aspetto che ha reso l’operazione di spegnimento più complicate.
Per dominare le fiamme i pompieri hanno impiegato due ore, quando normalmente lo spegnimento per un incendio simile avviene in circa mezz’ora, ha spiegato il comando ai microfoni di TeleTicino. Assieme all’effetto forno sul rogo ha anche inciso il primo incendio di domenica, che ha preparato l’ambiente ad una combustione più veloce.
Dal profilo delle indagini non vi sono grossi sviluppi. La Magistratura sta vagliando tutte le piste, senza escludere quella del dolo. Un'ipotesi che tra gli abitanti del quartiere per contro si è fatta largo con insistenza dopo la lunga lista dei precedenti, tra Breganzona, Massagno e Agno.
Sul posto questa mattina sono arrivati anche gli ingegneri, che si sono chinati sulla stabilità della soletta, ieri toccata dalle fiamme vive per oltre due ore. Dal profilo strutturale l’edificio non ha subito danni. Scongiurata anche la presenza di materiali inquinanti, come l’amianto. Ora spetterà all’ufficio tecnico della città esprimersi sull’abitabilità, che per il momento sembra ancora compromessa. Gli inquilini dovranno pazientare ancora qualche giorno.
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