
Nei giorni scorsi è stato scarcerato il 16enne presunto autore del rogo che la notte del 23 aprile mandò in fumo la palestra di Barbengo. L’inchiesta coordinata dalla magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa continua. A due mesi dai fatti, gli inquirenti devono ancora stabilire se il 16enne quella notte agì da solo. Posizione, questa, che il ragazzo ha sempre difeso dal momento del suo arresto avvenuto poco ore dopo il pauroso incendio. Per ora la magistrata ha sentito alcuni giovani, interrogati in veste di testimoni. Dal profilo dei reati ipotizzati rimane il danneggiamento, la violazione di domicilio, il furto e naturalmente, l’incendio intenzionale, anche se non si esclude tutt’oggi l'involontarietà. Un nodo importante che a due mesi dai fatti non è ancora stato sciolto, ci ha confermato stamani la magistrata. Intanto, 10 giorni fa, la logistica ha ricevuto l’ok da parte del DECS per la demolizione totale dello stabile. Demolizione che è prevista per la metà di giugno, quando le scuole chiuderanno. Lo smantellamento avverrà secondo le modalità illustrate dal rapporto della SUPSI, consegnato alla logistica verso la metà di maggio. Rapporto che confermava la presenza di amianto nelle lastre in eternit toccate dalle fiamme. Fino alla fine dell’anno, le scuole elementari di Melide e Paradiso continueranno a fornire le loro palestre per una 70ina di allievi di Barbengo che settimanalmente si spostano per le lezioni di ginnastica. Per il nuovo anno, invece, il discorso è ancora aperto, ci ha spiegato oggi il direttore: "dovremo trovare una soluzione entro la fine dell’anno". [email protected]
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