
È caccia al piromane – o ai piromani – nel Luganese e nel Basso Ceresio. Infatti nel giro di pochi giorni nove distinti roghi sono stati appiccati a cantine, scooter, diverse auto e un gabinetto pubblico. Prima a Molino Nuovo a Lugano, poi ieri notte a Vezia, Morcote e Riva S. Vitale. Ora la polizia, come scrive la Regione, si sta muovendo su diverse piste. Tre per la precisione. Il volto del presunto piromane sarebbe stato messo a fuoco dalle telecamere di Molino Nuovo a Lugano, dove domenica nelle prime ore della mattina sono state danneggiate un’auto, due scooter e tre cantine. Ma non solo. Il piromane ha pure lasciato le sue tracce di DNA sul materiale biologico raccolto dalla polizia scientifica nei diversi luoghi colpiti dagli incendi. Le tracce di DNA, però, sarebbero utili unicamente se il piromane fosse conosciuto dalle forze dell’ordine, quindi se le sue tracce fossero già contenute nella bancadati della polizia. “Per i risultati – spiega il procuratore pubblico Nicola Respini, titolare dell’inchiesta, dalle colonne della Regione – occorrerà tuttavia attendere almeno una settimana”. E aggiunge: “Non siamo mica CSI”. La terza pista invece riguarda alcune testimonianze, che però non avrebbero fornito nessun identikit. Ma non solo il nostro cantone è colpito da piromani incendiari. Anche nel Comasco si aggirano vandali che l'altra notte hanno incendiato circa una trentina d’auto nel giro di poche ore. “Non si tratta di un atto vandalico compiuto da un gruppo di ragazzini – spiega dalle colonne del Giornale del Popolo la psicologa e psicoterapeuta italiana Gabriella Anania -. Difficile che gli autori siano degli adolescenti: qui siamo di fronte a una banda organizzata che va al di là della semplice trasgressione”.
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