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Ticino
Roberto Torrente: 'Lugano città sicura'
Redazione
18 anni fa
Lo spaccio di stupefacenti è cronico. Regionalizzazione del servizio meglio che Polizia Unica

Lugano resta una città sicura. Ma dobbiamo mantenere alta la guardia, per essere pronti ad affrontare nuovi scenari. Così il comandante Roberto Torrente, presentando il bilancio di attività 2008 della Polizia della Città di Lugano. Polizia, da un lato, sempre più sollecitata (quasi 13mila gli interventi) e dall’altro sempre più conscia della necessità di restare vicina al cittadino e di dover costantemente migliorare il servizio. Nello specifico: aumentano le liti, le aggressioni, i furti; diminuiscono gli scippi. Particolarmente impegnativa l’azione di lotta allo spaccio di stupefacenti, definito ormai “cronico”. Un tema caldo legato in particolare alla presenza di richiedenti l’asilo (più difficilmente gestibili se collocati in appartamenti) e nem. E a preoccupare vi è ora un fenomeno difficilmente controllabile: quello di richiedenti l’asilo alloggiati in altri cantoni che giungono in Ticino in treno, agiscono e fanno ritorno nel giro di qualche ora. Secondo i dati del 2008, circa due terzi delle persone di colore controllate provenivano da altri cantoni. Una specie particolarissima di shopping, si potrebbe dire, che da sola la polizia cittadina non può debellare. E allora, la polizia di Lugano si sente un po’ abbandonata? “Quello dello spaccio non è un problema di efficienza della polizia ma di efficacia del suo lavoro”, dichiara il comandante Torrente. “Questo non dipende dalla polizia ma dal sistema giuridico, che dovrà essere probabilmente rivisto. O dovremo affrontare il problema in modo diverso”. “Abbiamo un’ottima collaborazione con la Polizia cantonale”, aggiunge Torrente: “è chiaro che la politica cantonale potrebbe fare di più a livello di quella federale. E quello che dovrà essere migliorato è il rapporto con la magistratura: polizia e magistratura devono essere sulla stessa linea per cercare di far fronte a queste situazioni”. Fra i temi in agenda nella seduta di Gran Consiglio della prossima settimana vi è quello relativo alla nuova Legge sulla Polizia. Tema che sembra declinarsi sempre di più attorno al concetto di Polizia Unica. Concetto che non trova consensi a Lugano, nemmeno in Municipio. La polizia cittadina vuole restare sul terreno, essere vicina al cittadino, occuparsi di quegli aspetti della microcriminalità propri delle realtà urbane. Piuttosto la strada da percorrere, e comunque già adottata da Lugano, è quella di una regionalizzazione del servizio.“E che resta vicino al cittadino”, sottolinea il capo dicastero Erasmo Pelli, “perché la prossimità è un compito estremamente importante per la nostra polizia”. [email protected]

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