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Ticino
Robbiani contro Gobbi
Redazione
11 anni fa
Il segretario cantonale OCST ritiene che le sanzioni agli stranieri stiano colpendo anche chi non commette abusi

“Da mesi la mannaia del Dipartimento delle Istituzioni, con la copertura del Consiglio di Stato, sta colpendo residenti con permesso di dimora o persino di domicilio che sono al beneficio di prestazioni assistenziali o erroneamente ritenute tali. A urtare non è evidentemente l’intenzione di evitare abusi e di vegliare affinché gli stranieri che intendono insediarsi in Ticino dispongano di mezzi sufficienti per coprire il loro fabbisogno. A indisporre è il modo indiscriminato con il quale si agisce, senza considerare le situazioni delle singole persone e conglobando sotto il concetto di prestazione assistenziale anche prestazioni che non vi possono essere assimilate.”

Il segretario cantonale dell’OCST, Meinrado Robbiani, non le manda a dire dopo il giro di vite messo in atto dal Dipartimento delle istituzioni per scovare possibili abusi assistenziali fra gli stranieri che vivono in Ticino. Secondo Robbiani, spesso lo zelo sfocia in situazioni che travalicano il confine con l’assurdo. Un'affermazione che il segretario cantonale dell'OCST spiega narrando la vicenda di una donna straniera che vive in Ticino: “Uno dei ricorsi inoltrati dalla nostra Organizzazione riguarda una signora straniera con permesso di domicilio, il cui coniuge ha nel frattempo ottenuto la cittadinanza svizzera così come i due figli nati negli ultimi anni. La Sezione della popolazione le ha intimato un ammonimento formale con la minaccia di provvedimenti più incisivi come la revoca del permesso poiché dipendente dalla pubblica assistenza (si tratta della percezione di assegni familiari integrativi)”.

“Le coppie meno abbienti possono attingere ad assegni familiari complementari in virtù di una legge voluta per ridurre la penalizzazione finanziaria delle coppie con figli rispetto a quelle senza figli. Questa legge è innestata su obiettivi di politica familiare che si intrecciano peraltro con obiettivi di politica demografica favorevoli alla collettività. Il legislatore non ha mai inteso questi strumenti di politica familiare come prestazioni di assistenza sociale. Che il Dipartimento, con l’avallo del Consiglio di Stato, stravolga oggi questa concezione stupisce non poco. Si snatura infatti un intendimento che ha d’altronde fatto del Ticino, a suo tempo e in ambito nazionale, un modello al quale ispirarsi. Un modello oggi con molte crepe!”

Robbiani continua poi lanciando una provocazione: “Se queste persone, la cui colpa è di avere nel frattempo allargato l’economia domestica con la nascita di figli, possono accedere ad assegni familiari complementari è anche perché il reddito del nucleo familiare rimane al di sotto di una soglia predeterminata. Stupisce che si bersagli chi percepisce un reddito modesto ignorando completamente la responsabilità di chi lo eroga (le imprese). Senza scordare che è proprio nelle aree meno retribuite che l’economia fa capo a manodopera estera poiché più difficilmente reperibile manodopera indigena.”

Il segretario cantale dell’OCST conclude chiedendo un intervento del Tribunale che possa definire ciò che rientra nell’abuso e ciò che appartiene al campo dei diritti di chi vive in Ticino.

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