
Far rivotare i 13 comuni favorevoli ed evitare le provocazioni: è questa la priorità dell’Associazione Ticinese per l’Autonomia dei Comuni in merito alle aggregazioni del Bellinzonese.
L'ATAC lo ribadisce con questo comunicato del presidente Alberto Poli e della segretaria Gabriella Gerosa:
"Il comitato ATAC, riunitosi a Carasso dopo la votazione consultiva sull’aggregazione di 17 Comuni del Bellinzonese, ha preso posizione a favore della soluzione di un’aggregazione a 13 Comuni se riconfermata da una nuova votazione favorevole fra i 13 Comuni aderenti.
L’ATAC è certo che in materia faccia giurisprudenza la sentenza del TF formulata dopo il ricorso di alcuni cittadini del Comune di Monteceneri: in sostanza non è possibile adottare una decisione di aggregazione limitandosi ad escludere i Comuni contrari; la votazione va infatti rifatta fra i Comuni rimasti.
È vero che il Consiglio di Stato, a seguito di tale sentenza, ha modificato la legge sulle aggregazioni, ma è altresì vero che tale modifica non può sostituire la reale volontà dei cittadini votanti, i quali votando su un oggetto preciso non si esprimono su altre varianti. Ciò significa che la modifica della legge da parte del Consiglio di Stato può ancora risultare incostituzionale.
Del resto è ovvio che i 4 Comuni contrari hanno un peso importante nel progetto iniziale e in loro assenza l’intero progetto è falsato. Basta rileggere quanto ha ampiamente affermato per mesi la Commissione di studio per l’aggregazione. I quattro Comuni di Cadenazzo, Sant’Antonino, Lumino e Arbedo-Castione rappresentavano infatti il fulcro industriale del progetto aggregativo, e ciò al di là del loro peso demografico (non trascurabile) di 12'000 abitanti.
L’ATAC già anticipa che nel caso in cui il Governo decidesse a favore di un’aggregazione a 13 senza una nuova chiamata alle urne dei 13 Comuni coinvolti si renderà disponibile (anche finanziariamente) a sostenere un eventuale ricorso al TF da parte di quei cittadini che si opporranno.
L’ATAC invita quindi il Governo a valutare attentamente l’esito della votazione dello scorso ottobre e propone al Governo una nuova consultazione fra i 13 Comuni rimanenti per evitare lungaggini ricorsuali che potrebbero prolungare per molto tempo la scelte in materia.
Quanto alle provocazioni di un’aggregazione coatta a 17 (formulate sui giornali da alcuni fusionisti delusi, in contrasto anche con le promesse – giuridicamente vincolanti nell’ottica del rispetto dei principi costituzionali - della Commissione di studio prima della votazione consultiva), il Comitato ATAC preferisce non esprimersi, pur ritenendo doveroso rendere attenti tutti che a furia di tirar la corda certi cittadini potrebbero un domani rendersi responsabili di innescare un clima di disobbedienza civile, per non dire peggio".
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