
16 vetture, alucne di lusso, provenienti dall'Italia vendute e gestite tra Lugano, Grancia, Montagnola e altre località dal 2010 a luglio 2014. Fin qui tutto bene, ma le auto in questione erano chiaramente di dubbia provenienza e frutto di approprazioni indebite. È questo il principale motivo all'orgine della condanna a 30 mesi di detenzione, di cui 24 sospesi condizionalmente, pronunciata dal giudice Mauro Ermani nei confronti di un garagista 44enne di origine italiana.
Come riporta il Corriere del Ticino i capi d'imputazione riguardano la ripetuta ricettazione per mestiere e la ripetuta falsità in documenti. Sì, perché l'uomo ha ripetutamente presentato documentazione falsa agli uffici preposti (dogane e circolazione) sia per l'importazione che per l'immatricolazione.
Il garagista è stato inoltre condannato anche a una serie di pene pecuniarie parzialmente sospese e al risarcimento delle spese sostenute dagli accusatori privati, per oltre 100mila franchi.
Di macchine rubate si tornerà a parlare in aula a inizio 2015, quando alla sbarra finiranno 7 imputati nell'ambito della ormai nota inchiesta "Muscle Car".
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