
Partendo dalla constatazione che il Cantone sta vivendo un periodo di estrema difficoltà finanziaria, 6 deputati hanno presentato oggi un'iniziativa parlamentare generica che vuole introdurre un'imposta sulla sostanza "ragionevole ed in linea con le aliquote degli altri cantoni".
A presentare il testo sono deputati di diversi partiti: i leghisti Gianmaria Frapolli (primo firmatario) e Silvana Minoretti, i rappresentanti de La Destra Sergio Morisoli e Paolo Pamini e i liberale radicali Alessandro Cedraschi e Andrea Giudici. Secondo i sei granconsiglieri la soluzione per risanare le finanze non è quella di aumentare la pressione sui contribuenti, ma quella di uscire in modo deciso da "equilibri ormai vetusti".
"Ricapitalizzare uno Stato spendaccione a scapito di contribuenti che, con fatica e risparmio, hanno saputo costruire un patrimionio, piccolo o grande che sia, non ci sembra corretto" scrivono gli iniziativisti.
I sei deputati fanno notare che "il Cantone Ticino in termini di imposta sulla sostanza si trova al 21esimo posto a livello nazionale con un'aliquota complessiva (Cantone e Comune) dello 0,683% (Bellinzona) per le persone fisiche, contro una media Svizzera dello 0,466% e al 18esimo posto per le persone giuridiche.
Nell’ottica di un’eventuale aumento dei valori di stima, paventate nella manovra finanziaria da 180 milioni, i deputati ritengono sia "indispensabile" parallelamente una revisione delle aliquote sulla sostanza.
I deputati propongono quindi le seguenti modifiche:
Aliquote attuali:
Fino a 200'000 franchi: 1%oDa 201'000 a 700'000 franchi: Tra il 2%o e 2.5%oDa 701'000 franchi: Tra il 3%o e 3.5%o
Aliquote nuove:
Fino a 200'000 franchi: 1%oDa 201'000 a 700'000 franchi: 1.5%oDa 701'000 franchi: 2%o
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