
FFS e Ticino ancora ai ferri corti. Dopo la vicenda delle Officine di Bellinzona a dividere il cantone italofono e le Ferrovie è la questione del Ritom, che da anni interessa non solo l'AET, ma anche Quinto e Airolo. I tre attori infatti sostengono di avere diritti idroelettrici da esercitare, scrive oggi la Regione. Ma anche le FFS la pensano allo stesso modo, e per il momento hanno la meglio, tanto più che hanno "dalla loro" il Dipartimento federale dell’energia e il Tribunale federale.Fallite le trattative per rinnovare la concessione dello sfruttamento delle acque scaduta nel 2005, il Consiglio di Stato ha cercato invano di far valere i propri diritti davanti alla Costituzione e al Tribunale federale.Per il momento le FFS, quindi, possono far turbinare le acque del Ritom senza che il Ticino possa fare o dire alcunché.Nel 2006, lo ricordiamo, le trattative dell'AET sembravano andare nella giusta direzione, cioè nel rinnovo della concessione scaduta l'anno prima. Sarebbe nata una società mista. Ma nel 2007 improvvisamente le FFS rompono ogni trattativa e il Consiglio di Stato ha inutilmente chiesto aiuto al Datec che su richiesta dell’ex regia - prosegue la Regione - ha avviato una proceduraper appropriarsi delle forze idriche altoleventinesi riconoscendo, transitoriamente, il diritto delle Ffs di continuare a sfruttare il Ritom per altri quattro anni. Una decisione contro la quale il governo ha ricorso, ma l’istanza è stata respinta dal Tribunale amministrativo federale a inizio aprile.Attualmente il deputato Werner Carobbio si è chinato su questa problematica tramite un'interpellanza, mentre Quinto si è rivolto al Datec, chiedendo un cospicuo indennizzo.
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