
L'Impresa Totale per l'edificazione del Nuovo stabilimento industriale ferroviario (NSIF) è andata al Consorzio Officine Ticinesi (OFT). Lo hanno comunicato lo scorso maggio le FFS, che oggi, martedì, ricordano che l'inizio dei lavori previsto per luglio 2024 è stato posticipato a data da definirsi. Questo perché - come anticipato dal Corriere del Ticino lo scorso mese - "uno degli attori candidatosi ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF)". Le FFS proseguiranno però con i lavori alle infrastrutture non toccate dal ricorso. Infatti quest'ultimo, spiega l'ex regia federale, blocca al momento solamente l'avvio dei lavori dell'edificio principale, mentre i lavori di infrastruttura proseguono come da programma, come anche le compensazioni agricole delle Superfici di avvicendamento delle colture (SAC), che inizieranno nel mese di settembre, a parte i terreni individuati a Biasca, per cui è stato anche inoltrato un ricorso TAF da parte del Comune di Biasca. "II NSIF è un progetto di grande importanza per le FFS che intendono costruirlo il più rapidamente possibile", si legge nella nota.
Da 580 a 755 milioni di franchi d'investimento
L'ex regia federale ricorda che lo scorso inverno, dopo aver ricevuto le offerte per l'edificazione della struttura, "i costi complessivi erano risultati significativamente più alti rispetto ai 580 milioni di franchi inizialmente previsti, motivo per cui il progetto ha dovuto essere ottimizzato". A giugno l'investimento complessivo, approvato dal Consiglio d'Amministrazione delle FFS, è salito a 755 milioni di franchi. "Un segnale forte e un impegno finanziario importante che confermano la volontà delle FFS di portare a termine quello che, a tutti gli effetti, è uno de principali progetti industriali nella storia del Cantone Ticino", scrive l'ex regia.
Ritardo sulle tempistiche
Le FFS sottolineano che appunto il ricorso blocca l'avvio dei lavori per l'edificio principale e al momento l'ex regia non è in grado di fare previsioni sulle tempistiche, in quanto legate alle decisioni del TAF. È chiaro però che "per ogni mese perso si avrà automaticamente un mese di ritardo nella messa in esercizio", con delle importanti conseguenze economiche e pianificatorie, in particolare per le lavorazioni previste nel futuro stabilimento di Arbedo-Castione.
Cosa è stato fatto finora
D'altra parte, le FFS annunciano che i lavori legati all'infrastruttura ferroviaria del nuovo stabilimento sono iniziati come da programma lo scorso marzo e procedono a ritmo sostenuto. Nel 2023 si sono svolti "i lavori preparatori, l'inserimento di due scambi provvisori sulla linea principale, la realizzazione di diversi nuovi attraversamenti infrastrutturali sotto la linea ferroviaria principale, per permettere il passaggio di nuove infrastrutture , le scarifiche e la preparazione di una parte dei terreni interessati dal progetto e la posa ed installazione di un nuovo edificio di tecnica ferroviaria che ospiterà il nuovo impianto di gestione del traffico ferroviario con tecnologia ETCS live 2". Invece nel 2024 si sono svolti i lavori per la realizzazione del nuovo fascio binari 600 e del nuovo sottopasso ciclopedonale "Galletto". Inoltre si è lavorato alla viabilità provvisoria e a quella definitiva, come anche alla ciclopista lungo i fiumi Ticino e Moesa. Infine è stato completamente rifatto l'acquedotto, i collegamenti fognari e i cavi elettrici di AMB e di Swisscom.
Cosa c'è ancora da fare
Da settembre, spiegano le FFS, riprenderanno i lavori di preparazione dei terreni non ancora toccati finora. A inizio dicembre saranno in esercizio i binari del fascio 600. Questi permetteranno di deviare l’accesso dei treni destinati alla centrale Coop da nord, liberando la stazione di Castione-Arbedo e permettendo quindi l’inizio degli importanti lavori di adattamento dell’impianto ferroviario, che si concluderanno con la messa in esercizio del NSIF. Dal 2025 inizieranno anche i lavori di realizzazione dei fasci binari che serviranno il nuovo stabilimento.

