
"Il risultato ticinese, ben al di sopra della media nazionale, con il 42% di Sì e una partecipazione al voto del 58%, dimostra che la problematica dell’erosione e dell’imbruttimento del territorio, con le note conseguenze, è particolarmente sentito nel nostro cantone" lo comunicano i Verdi in una nota.
Secondo il partito, il dibattito durante la campagna elettorale ha dimostrato che il problema della dispersione degli insediamenti è molto sentito dalla popolazione svizzera, preoccupata dalla crescente erosione del territorio e cosciente che a tutto questo bisogna porre un limite.
"Sin dall’inizio della campagna era tuttavia chiaro che, rispetto ai contrari, non avremmo potuto giocare ad armi pari e il successo dell’iniziativa ne avrebbe risentito. Ciononostante l’iniziativa è stata di successo sotto molti aspetti. Primo tra tutti il fatto che i contrari e, in particolare, il Consiglio Federale non hanno cessato di ripetere che l’iniziativa non era necessaria, perché l’espansione degli insediamenti sarebbe fermata con l’attuale Legge sulla pianificazione del territorio, la quale sarà (finalmente) interamente applicata. È dunque implicita l’ammissione che, fino ad ora, ciò non è avvenuto e che misure efficaci debbano essere ancora messe in opera" sottolineano i Verdi.
Secondo il Partito ecologista l’iniziativa ha inoltre aiutato la popolazione a prendere coscienza del valore del suolo non sigillato dall’edificazione.
"Con 36% di voti favorevoli - ribadiscono i Verdi - possiamo affermare che il buon risultato dell’iniziativa dei Giovani Verdi dimostra che una parte importante della popolazione vuole una migliore pianificazione territoriale. Il Parlamento deve tenerne conto."
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