
Il Consiglio federale "esclude qualsiasi risarcimento" per compensare l'eventuale danno causato al canton Ticino dalla Convenzione con l'Italia sui ristorni dei frontalieri, "in quanto non esiste nessuna base legale". È quanto scrive il governo in risposta a un'interpellanza del consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega/TI) pubblicata dai servizi del Parlamento.
Il deputato ticinese aveva presentato il suo atto parlamentare l'8 maggio scorso all'indomani dell'incontro tra il consiglio di Stato ticinese e la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. In quell'occasione la ministra delle finanze aveva ribadito la sua opposizione alla denuncia dell'Accordo con l'Italia sui ristorni delle imposte alla fonte dei lavoratori frontalieri.
Quadri non è per nulla convinto che la disdetta della Convenzione avrebbe "conseguenze catastrofiche" per la Svizzera e il canton Ticino. A suo avviso, una decadenza dell'accordo "permetterebbe anche alla vicina Penisola di aumentare - a proprio vantaggio e nel rispetto di un'equità tra frontalieri e cittadini italiani che lavorano in Italia - il proprio gettito fiscale". Secondo Quadri, la posizione di Widmer-Schlumpf - la quale dà per scontato che la disdetta dell'accordo sui frontalieri comporterebbe pure la decadenza della convenzione contro la doppia imposizione - sarebbe inoltre contraddetta da esperti di diritto fiscale.
Nella sua risposta, il Consiglio federale ribadisce che, "pur essendo consapevole che l'assenza di un dispositivo in materia di imposizione dei frontalieri determinerebbe, in linea di principio, maggiori entrate fiscali da entrambi i lati della frontiera, la politica svizzera in materia di conclusione e di revisioni contro le doppie imposizioni preferisce il dialogo". Il governo rileva come "la denuncia sarebbe un atto estremo e nuovo che non faciliterebbe le discussioni future con un partner molto importante".
Secondo il Consiglio federale, "una sospensione del dialogo avrebbe peraltro ripercussioni negative non solo sul tema dei frontalieri, ma anche sugli altri temi in discussione, come ad esempio la regolarizzazione degli averi bancari detenuti in Svizzera da residenti italiani e la problematica delle liste nere".
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