
Ancor prima di animare la seduta del Consiglio di Stato il tema ristorni, ovvero quelle imposte prelevate alla fonte dei frontalieri e dovute all’Italia, ha letteralmente spaccato in due la Gestione.
Pomo della discordia: una mozione del PPD datata 2015 che chiede al Governo di vincolarne una parte per opere di mobilità transfrontaliere, come peraltro previsto per legge dal vecchio accordo del 1974. Una proposta molto simile a quella del consigliere di Stato Claudio Zali, pronto a bloccare 25 milioni in cambio del compimento di alcune infrastrutture ferme al palo da anni come la messa in sicurezza della statale del Lago Maggiore o i posteggi per car pooling nell'olgiatese. E che oggi a Bellinzona ha trovato l’appoggio anche dei commissari Lega, La Destra e Verdi ottenendo così la maggioranza commissionale.
Ai microfoni di TeleTicino, il presidente PPD Fiorenzo Dadò, relatore di maggioranza, si è così espresso: "Secondo noi la trattativa per cercare di usare i soldi dei frontalieri per questi scopi è giusta e serve a molto. Non compromette nulla, si chiede di trattare e arrivare finalmente a una soluzione".
Non la pensano così PLR e PS secondo i quali andrebbe innanzitutto verificato per cosa siano effettivamente stati utilizzati i ristorni. Per loro, inoltre, la vera soluzione arriverà con il nuovo accordo fiscale, tutto nelle mani di Berna.
"In questo nuovo accordo figura la dichiarazione dell’Italia ad impegnarsi per il traffico dei frontalieri" ha dichiarato a TeleTicino il relatore di minoranza Matteo Quadranti (PLR). "Quindi la questione è già recepita, bisogna vedere se si riesce a farla firmare. Possiamo agire e fare il nostro verso, ma anche accogliendo la mozione o bloccando i ristorni finché non ci sarà un Governo italiano resteranno voci nel deserto".
Ora si attendono le mosse del Consiglio di Stato sul blocco di parte dei ristorni. La decisione di oggi, che sarà discussa dal Gran Consiglio, è dunque un segnale?
"Evidentemente è un segnale" risponde Dadò. "Noi riteniamo che il Consiglio di Stato debba farsi partecipe e parte attiva. Con Beltraminelli ho parlato, lui la vede come noi, poi sul blocco dei ristorni non so dire, è competenza del Governo, decideranno loro".
La replica di Matteo Quadranti: "Non so quale sia la posizione del nostro Consigliere di Stato. Secondo me, il blocco dei ristorni, come già in passato, non serve a nulla. Bisogna se caso sostenere il nostro consigliere federale affinché le trattative possano iniziare…"
Maggiori dettagli nel Tg di TeleTicino delle 18.45
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