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Ticino
Ristorni frontalieri verso lo "sblocco"
Redazione
15 anni fa
Mercoledì è arrivata al Governo una nuova lettera di Widmer Schlumpf. La ministra ha messo sul piatto ulteriori rassicurazioni

Allora, la storia è così. Da lunedì il Consiglio di Stato e la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf hanno intavolato un dialogo epistolare. Tema: la vertenza fra Italia e Svizzera e il blocco dell’imposta alla fonte dei frontalieri. Sgombriamo il campo da ogni equivoco: da Berna non è arrivato nessun aut aut al Ticino. Al contrario, i toni delle lettere di Widmer Schlumpf sono all’insegna della cordialità e del garbo istituzionale. Non solo: la ministra ha evidenziato come la misura presa dal Consiglio di Stato, seppur discutibile, abbia favorito la ripresa del dialogo con l’Italia. Il primo scritto è arrivato lunedì. La Consigliera federale ha invitato il governo a sbloccare la metà dei ristorni congelati a giugno. Un invito, e non certo un ordine. Invito motivato innanzitutto dal buon avanzamento delle trattative fra Italia e Svizzera. E soprattutto dall’ok di Berna alle richieste ticinesi da inserire nelle discussioni: dallo stralcio delle aziende svizzere dalle black list italiane, alla convocazione di un tavolo politico fra i due paese cui possa partecipare anche il Ticino. Su quest’ultimo punto, da Berna, assicurano che il vertice si terrà entro fine novembre. In sostanza, ha scritto la ministra, un passo indietro del Ticino, allo stato attuale delle cose, darebbe un ulteriore spinta positiva alle trattative. Il Governo, che ha unanimemente apprezzato lo scritto di Widmer Schlumpf, ha risposto chiedendo ulteriori garanzie. Soprattutto dopo la caduta del Governo Berlusconi: in Ticino si vuole essere sicuri che la situazione non si impantani di nuovo vista l’incertezza sul futuro italiano. A strettissimo giro di posta, ieri, è arrivata la contro risposta di Widmer Schlumpf. E la ministra ha messo sul piatto ulteriori rassicurazioni. Berna si dice convinta che anche il nuovo Governo italiano, qualsiasi sarà, rispetterà i patti che si stanno intrecciando tra i due paesi. Non solo: la Confederazione ha assicurato di monitore l’evolversi della situazione italiana nei prossimi giorni. E di tenere Bellinzona costantemente informata. C’è poi un ulteriore garanzia: quando il Ticino annuncerà lo sblocco dei ristorni, Svizzera e Italia faranno un comunicato stampa congiunto per ufficializzare le trattative e indicare i passi successivi. Infine, c’è un altro tassello importante. Berna ha necessità che la situazione intorno alla Svizzera si tranquillizzi. Gli attacchi al nostro Paese di Nicolas Sarkozy al G20, non sono certo passati inosservati. E dunque, nell’interesse generale del paese, è necessario che la Svizzera prosegua nella chiusura delle sue vertenza, come già accaduto con Germania e Gran Bretagna. E il Ticino nel suo piccolo, può dare un contributo perché con l’Italia si giunga a un accordo. Senza volersi avventurare in pronostici, è più che probabile, se la situazione rimarrà questa, che nel giro di due settimane il Governo sblocchi i ristorni. All’unanimità.AELLE

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