
Si avvicina il 30 giugno, il giorno definito per così dire "dei ristorni”, ossia quando il Governo decide il versamento dei milioni di franchi di ristorni delle imposte alla fonte pagate dai frontalieri. Nel 2011 il Governo aveva deciso di parzialmente bloccarli per far avviare le trattative con l’Italia per un nuovo accordo. Quest’anno voci di palazzo vorrebbero porre dei vincoli sull’utilizzo dei ristorni da parte dei comuni italiani di frontiera. Voci che però non vengono confermate dal direttore delle finanze e dell’economia Christian Vitta: “Di proposte non ne ho viste” ha dichiarato durante la trasmissione di Piazza del Corriere, dedicata al “Vitta-pensiero” su temi che spaziavano dall’economia, al lavoro fino all’applicazione del 9 febbraio. “E comunque" ha aggiunto il ministro, "la Convenzione tra Svizzera e Italia prevede già che i soldi vengano utilizzati per progetti di sviluppo".
I ristorni rimarranno in vigore ancora un paio di anni, ha continuato Vitta, fin quando entrerà in vigore il nuovo accordo parafato in dicembre tra Svizzera e Italia. Accordo che deve essere ancora ufficialmente siglato tra le parti e sul quale il Ticino sta ancora discutendo con Berna su alcune misure interne.
In discussione ci sono anche compensazioni finanziarie per il Ticino. “Stiamo discutendo con Berna per possibili aggiustamenti per quanto riguarda la perequazione finanziaria che sfavorisce il Ticino” ha confermato Vitta, ma sulla cifra (si parlerebbe di 20 milioni), non ha voluto sbilanciarsi.
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