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Ristorni dei frontalieri: il Parlamento chiede di trattare
Ristorni dei frontalieri: il Parlamento chiede di trattare
Ristorni dei frontalieri: il Parlamento chiede di trattare
Redazione
8 anni fa
Il Gran Consiglio ha accolto la mozione del PPD che chiede di vincolarne una parte per opere di mobilità transfrontaliera

Dopo le infuocate discussioni delle ultime settimane il tema dei ristorni, ovvero le imposte prelevate alla fonte dei frontalieri e dovute all’Italia, è finalmente aprodato sui banchi del Gran Consiglio. I ristorni, ricordiamo, avevano spaccato in due la Commissione della gestione, chiamata ad esprimersi su una mozione del PPD, datata 2015 e presentata da Maurizio AgustoniGiorgio Fonio, che chiede al Governo di vincolarne una parte per opere di mobilità transfrontaliera, come peraltro previsto per legge dal vecchio accordo del 1974, e di avviare delle trattative con Roma.

La proposta aveva trovato l’appoggio dei commissari di Lega, La Destra e Verdi ottenendo la maggioranza commissionale. Contrari PLR e PS, secondo cui andrebbe innanzitutto verificato per cosa siano effettivamente stati utilizzati i ristorni, mentre la vera soluzione "arriverà con il nuovo accordo fiscale" (vedi articoli suggeriti).

La minoranza della Commissione ha riconosciuto che "l’attuale Accordo in vigore venne siglato in momenti politicamente ed economicamente diversi da quelli attuali" e che bisogna uscire dalla situazione di stallo. "Ma questo lo si potrà ottenere molto più probabilmente in un rapporto bilaterale di negoziato e non sulla base di atti di forza e unilaterali come il blocco dei ristorni, le disdette o le cause giudiziarie per asserite violazioni dell’Accordo che dovrebbero restare le ultime ratio sempre che vi sia un tornaconto chiaro ed immediato per i ticinesi”, si legge nel relativo rapporto di Matteo Quadranti.

Il Gran Consiglio ha deciso di lanciare un segnale al Governo. Accogliendo il rapporto di maggioranza di Fiorenzo Dadò (PPD) il Parlamento ha invitato il Consiglio di Stato ad avviare delle trattative con le autorità italiane affinché parte dei ristorni destinati ai Comuni di frontiera venga utilizzata a favore di opere d'interesse transfrontaliero.

Il rapporto di Dadò è stato sostenuto con 43 voti (Lega, PPD, Verdi e La Destra). Il rapporto di minoranza del liberale radicale Matteo Quadranti che riteneva la mozione evasa ha invece incassato solo l'appoggio socialista, mentre il PLR si è astenuto.

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