
Sì a una revisione di legge necessaria, pur non esente da qualche ma. In estrema sintesi è questo il pensiero comune tra chi, dagli enti locali alla politica, è stato chiamato a dire la sua sulle modifiche proposte alla legge sulla ristorazione (Lear), in consultazione fino a oggi. Diverse le modifiche contemplate, dalla possibilità della gerenza multipla alla flessibilità negli orari di apertura, dalla gestione posti interni ed esterni all’abbassamento dell’età per entrare nelle discoteche.
Le reazioni della politica
“Più flessibilità per orari e capienza, meno burocrazia. Sono tutti aspetti che piacciono al PLR”, dichiara Rupen Nacaroglu a Ticinonews, sottolineando che il partito è sostanzialmente favorevole alla revisione, anche se c’è qualche dubbio sulla messa in pratica sull’accesso ai 16enne nei locali notturni. Sabrina Aldi della Lega saluta positivamente l’introduzione normativa della figura del gestore: “Finalmente si responsabilizza il proprietario”, sottolinea. Sì, anche all’accesso ai locali notturni dai 16 anni, visto che la revisione prevede in parallelo l’inasprimento delle norme per la vendita di alcolici. Voce fuori dal coro il socialista Ivo Durisch, secondo cui la modifica è tutta in favore degli esercenti e “non certo dei giovani”. “Ben venga la nuova legge”, commenta dal canto suo Fiorenzo Dadò per il Centro che, rispondendo implicitamente a chi immagina le modifiche in vigore già per l’estate, puntualizza: “Ne parleremo con tutti gli attori coinvolti. Non c’è nessuna fretta”.
La posizione dei comuni
Qualche dubbio sulla tempistica viene espresso anche da Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT). “È una consultazione lampo, i comuni hanno avuto pochi giorni per esprimersi su un tema di cui si discute da anni e che necessita di approfondimenti”. Per quanto riguarda l’accesso ai locali notturni dai 16 anni, Dafond sottolinea che è un tema che preoccupa dal punto di vista della protezione dei giovani. "Preoccupa per i problemi che comporta per l'ordine pubblico. È vero che non è possibile servire sostanze alcoliche ai minorenni, ma il controllo non sarà facile. C'è anche il rischio che queste bevande verranno portate all'esterno, con un degrado importante del territorio. Riteniamo che i Municipi sono la migliore autorità per poter calibrare queste situazioni”. Sempre secondo l’ACT spetterebbe proprio ai Municipi esprimersi sulla possibilità di sfruttare maggiormente gli spazi esterni dei locali. Una necessità sorta e comprovata durante la pandemia, che la nuova Lear intende regolamentare per un massimo di 10 volte all’anno per 48 ore. “Perché 10 o non 50?” si chiede Dafond. “È difficile dare un numero. Si ritiene che i comuni turistici abbiano determinate sensibilità, altri sono meno coinvolti".
L’iter previsto
Nei prossimi giorni il Dipartimento delle Istituzioni farà il punto sulle prese di posizione ricevute. La speranza di Norman Gobbi è che il Parlamento dia il suo via libera entro fine legislatura.
Suter soddisfatto
Per Massimo Suter, presidente di GastroTicino, la legge attuale è antiquata e deve essere "rivista, snellita e rapportata ai tempi attuali". Per quanto riguarda le reazioni dalla politica, Suter si dice soddisfatto. "La presa di posizione sulla consultazione da parte della maggioranza dei partiti trovo sia ottima e a favore del nostro settore economico".

