
"La crisi in questo momento è estremamente marcata. A livello di pernottamenti abbiamo cali attorno al 20% e nella ristorazione al 10%. Ma dipende molto dall'ubicazione, perché le strutture discoste dai centri o che non hanno una clientela commerciale soffrono molto di più”. Non ha usato mezzi termini stamane il presidente di Gastroticino Marco Huber all’assemblea annuale. La crisi ha insomma investito in pieno il settore. Un settore già fragile a causa della presenza sul territorio ticinese di troppi bar e ristoranti (2'400 in totale, ndr.). "In Ticino – ha infatti ricordato Huber - abbiamo una densità di un esercizio pubblico ogni 120 abitanti, che corrisponde al doppio del livello svizzero. Evidentemente abbiamo anche l'apporto turistico durante la bella stagione che mitica un po' queste cifre, ma si tratta comunque di una densità assolutamente sproporzionata". “Che vi siamo difficoltà – ha poi tagliato corto - non ci sono dubbi. In questi ultimi mesi, infatti la cifra d’affari di diversi locali è calata in media tra il 10 ed il 40%” Durante l’assemblea - delegati, autorità e politici era presenti per commentare i risultati della stagione scorsa ma anche per tracciare le strategie del futuro - non sono mancate le parole di elogio per la nuova legge sugli esercizi pubblici. Huber l’ha definita “uno strumento che pone regole precise e che consente quindi di poter lavorare in modo efficace, efficiente ed in stretta collaborazione con le autorità”. “Si è soppesata una liberalizzazione più spinta nel settore - ha commentato da parte sua la direttrice del DFE Laura Sadis - con l’esigenza di garantire formazione e professionalità”. "Vista l'attuale tendenza a favorire il libera mercato - ha invece dichiarato il segretario cantonale di Gastroticino Gabriele Beltrami - non resta che consigliare ai nostri associati di puntare sempre di più sulla qualità, diversificazione e caratterizzazione dell'offerta, mantenendo strutture aziendali finanziariamente sane".
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