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"Ristorazione, cala la cifra d'affari"
"Ristorazione, cala la cifra d'affari"
"Ristorazione, cala la cifra d'affari"
Redazione
8 anni fa
I risultati emersi dall'analisi dell'Ufficio di statistica segnalano una preoccupante inversione di tendenza come conferma Daniel Meni, presidente di GastroLugano

Strada in salita per la ristorazione ticinese. I risultati emersi dall'analisi dell'Ufficio di statistica, segnalano una preoccupante inversione di tendenza. In generale, il settore turistico nel secondo trimestre del 2018 ha infatti fatto registrare un calo della cifra d’affari del 7,6%. E se gli albergatori confidano in una prossima ripresa, diverso è il quadro dipinto dai ristoratori.

A questo proposito, TeleTicino, ha sentito il parere di Daniel Meni, presidente di GastroLugano.

"Quest'anno il turismo è stato molto latitante, il turista svizzero tedescoe  germanico è risultato molto deludente negli alberghi e nei ristoranti. Non mi si venga a parlare della meteo, perché è stata eccezionale. Non bella, eccezionale. C'è qualcosa che non funziona a livello di prezzi e di costi per questi turisti, sottolinea Meni.

Un Cantone, il Ticino, penalizzato anche per la sua posizione sulla cartina geografica. I prezzi bassi della vicina Italia, si sa, hanno sempre fatto gola alla clientela ticinese. E a preoccupare, ora, è anche la nuova normativa dell’Unione Europea che sgrava i clienti di paesi Terzi dall’IVA sull’ acquisto di beni, che entrerà in vigore il primo settembre.

"Adesso che si può andare in Italia a far la spesa e rimborsano l'IVA, è chiaro che se si va, ci si ferma anche a pranzo oppure a cena. Il prossimo periodo sarà quindi negativo. Di turisti ce ne saranno ancora meno, perché cominciano le scuole e quindi non ce ne saranno. Dobbiamo far capo al nostro cliente indigeno, al nostro ticinese", puntualizza il presidente di GastroLugano, aggiungendo che "il principale problema per i settori turistico e gastronomico ticinesi riguarda la capacità del nostro Cantone di attrarre i turisti".

"Non stiamo invogliando il cliente, il turista, a venire da noi in Ticino. I costi sono alti, non c'è un'attrattiva particolare - il lago ce l'hanno un po' dappertutto, così come le montagne. Noi abbiamo il LAC a Lugano, va benissimo, ma il LAC favorisce chi ama la cultura. Ad un turista normale non interessa il LAC. Altri punti favorevoli non ne vedo. La gastronomia ha perso un po' di identità nella nostra regione. Sì, il turista dice: 'vado in agosto in Ticino perché a Locarno c'è il Festival" ok, vanno a Locarno. Poi, magari, nei 10 giorni di vacanza che trascorre a Locarno, una capatina a Lugano, per vedere la città, la fa. Però, non ha motivo di venire a Lugano se è già a Locarno. A Locarno c'è il cinema, Bellinzona ha i castelli, però siamo un po' limitati su quello che costituisce lo stuzzicare l'interesse del turista", conclude Meni.

Luca Zocchetti

Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino

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