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Ticino
Ristoranti chiusi: “un vero e proprio disastro”
Lara Sargenti
6 anni fa
Il presidente di Gastro Ticino Massimo Suter amaro sulla decisione del Consiglio federale di chiudere tutto per un mese: “La valanga di fallimenti e licenziamenti non potrà più essere arrestata”

“Il Consiglio federale non riconosce che la gastronomia è in grave difficoltà”. Dura presa posizione da parte di Gastro Ticino sulla decisione odierna del Consiglio federale di chiudere bar e ristoranti per un mese (22 dicembre - al 22 gennaio). Il settore critica soprattutto il fatto che manca un piano finanziario di aiuti e concreti e veloce come avvenuto la scorsa primavera. “Questo perché i membri borghesi del Consiglio degli Stati hanno affossato l’annunciata soluzione ad hoc per la gastronomia” sottolinea l’associazione di categoria. “Per innumerevoli ristoranti questo significa la fine” dichiara il presidente Massimo Suter, che ritiene la decisione comunicata oggi da Berna “un vero e proprio disastro” per il settore. “Moltissime aziende sono state private della loro ultima speranza. I fallimenti difficilmente potranno essere evitati. Sono in gioco decine di migliaia di posti di lavoro. E tutto ciò nonostante il continuo lavoro di sensibilizzazione e informazione delle autorità portato avanti da GastroSuisse e da GastroTicino, e nonostante il deciso intervento delle associazioni di categoria per far comprendere ai politici la gravità della situazione”. La decisione inoltre di lasciare uno spiraglio aperto per quei Cantoni che hanno un tasso di riproduzione sotto l’1 è ritenuta una soluzione “machiavellica e complicata”, che oltre a creare confusione tra i clienti, è “penalizzante per il nostro Cantone e i suoi locali che si vedono privati della possibilità di poter lavorare”.

Delusione, gli aiuti rischiano di arrivare in ritardo

L’associazione si dice delusa poiché, se si dovesse optare per degli aiuti, “questi arriveranno non prima della primavera, quando sarà troppo tardi e la valanga di fallimenti e licenziamenti non potrà più essere arrestata”. Secondo l’associazione la decisione comporta una perdita di quasi 2,5 miliardi di franchi per il settore. “Per finanziare i costi fissi non coperti è necessario circa il 30% del fatturato. Necessitiamo quindi di almeno 600 milioni di franchi al mese per poter coprire proprio i costi fissi. Il Consiglio federale deve ora assumersi la responsabilità di migliaia di fallimenti e di altre decine di migliaia di disoccupati”.

Situazione difficile per i giovani

A questo si aggiunge una situazione difficile per i giovani. “I posti per gli apprendisti sono a rischio e regna l’incertezza anche per il prosieguo del loro iter scolastico e per il numero di nuovi contratti con le aziende”. L’associazione tiene comunque a ringraziare il Cantone che, nell’ambito del pacchetto di misure “Più Duale Plus”, ha deciso di erogare un contributo una tantum di 2mila franchi per ogni nuovo contratto di tirocinio stipulato per l’anno scolastico 2020/2021.

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