
Sull’estensione dell’obbligatorietà del certificato Covid il mondo della ristorazione si è spaccato. Se la GastroSuisse di Casimir Platzer e la GastroTicino di Massimo Suter si sono trincerate dietro il “no”, all’assemblea di GastroLugano alcuni ristoratori si sono mostrati più possibilisti. A un giorno dalle decisioni del Consiglio federale, tuttavia, il settore lamenta già le prime defezioni dei clienti.
È il caso del Crotto dei Tigli di Balerna, il cui proprietario, Claudio Panzeri, già non esclude licenziamenti fra il personale.
“Qui abbiamo tredici dipendenti”, spiega il ristoratore del Mendrisiotto. “Se riusciremo a lavorare a pieno regime potremo tenere tutti. Se così non sarà, dovremo tagliare qualche posto o chiedere aiuti finanziari alla Confederazione, sempre che ci siano concessi”.
Banchetti annullati o ridotti
Panzeri riferisce di avere avuto le prime cancellazioni subito dopo la conferenza stampa del Governo: “Ieri sera, solo due ore dopo l’annuncio, ho ricevuto l’annullamento di un banchetto organizzato da una grande ditta della zona. L’evento si sarebbe dovuto tenere all’esterno, ma essendo in agenda a fine settembre – periodo in cui la pioggia non è da escludere – l’azienda ha preferito annullare, essendo molti dipendenti e dirigenti non vaccinati”. Questa mattina al grotto sono invece giunte delle telefonate di clienti che, per banchetti in ottobre e novembre, annunciavano la presenza di meno convitati, impossibilitati a partecipare perché sprovvisti del documento.
“Non siamo dei piangina”
Claudio Panzeri lamenta una mancanza di comprensione nei confronti del settore della ristorazione: “Qui al Crotto siamo tutti vaccinati e pro vaccino, ma ogni volta che giungono decisioni di questo tipo siamo i primi a subirle. Siamo sempre tacciati di essere dei “piangina” sui social e dalla politica, ma i nostri problemi sono reali”.
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