
Non è passata inosservata la recente interpellanza del deputato MPS Matteo Pronzini sul costo della ristampa delle schede di voto dopo la decisione del Tribunale federale di riammettere Xenia Peran (Legaverde) alla corsa per il Consiglio di Stato alle prossime elezioni cantonali (vedi articoli suggeriti).
Nella giornata di ieri la deputata UDC Lara Filippini ha rammentato la bocciatura dela sua iniziativa ("Per una modifica della Legge sull'esercizio dei diritti politici del 7 ottobre 1998: per procedure di ricorso elettorali chiare una volta per tutte!") che chiedeva di passare, per le "beghe" elettorali, prima dal TRAM e poi dal TF. A suo dire, "se fosse stata accolta, si sarebbero risparmiati tempo - ottenendo in circa 10 giorni una sentenza - e denaro pubblico".
A rincarare la dose, oggi, ci ha pensato il deputato leghista Massimiliano Robbiani, che ha tirato in ballo nientemeno che il collega Matteo Pronzini. "Condivido che l'operazione di ristampa è un ulteriore costo per noi cittadini, ma se questa affermazione viene dalla bocca di Pronzini mi lascia molto perplesso - ha scritto - Ma come: Pronzini si lamenta dei costi di questa operazione quando qualche anno fa si faceva tranquillamente delle fotocopie personali con la stampante del Gran consiglio con tanto di numerosi fogli A4 di proprietà dello Stato. Ma allora tutto andava bene. Lo stesso Presidente del Gran Consiglio, ai tempi Michele Foletti, ha dovuto richiamarlo pure all'ordine per questo episodio".
"Quanto saranno costate le fotocopie di Pronzini alla collettività?", si chiede Robbiani, che annuncia l'ennesimo atto parlamentare. Interpellato dalla redazione, Matteo Pronzini ribatte: "Raglio d'asino non giunge in cielo...".
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