
Tre pattuglie della cantonale per sedare una rissa. Sono intervenute ieri notte attorno all’una e trenta al Motel Lago Maggiore, il noto locale a luci rossi di Riazzino. Un’altra rissa, dunque. Questa volta a venire alle mani sono stati due clienti. “Sono stato svegliato dalle sirene, ci spiega il sindaco di Lavertezzo Roberto Bacciarini. Pensavo che la polizia fosse intervenuta in uno delle solite discoteche di Riazzino, e invece, questa volta era il Motel Lago Maggiore”. Motel sul quale da 4 mesi è pendente una richiesta da parte del Municipio di cessazione dell’attività a luci rosse e di riconversione della struttura ad uso turistico e alberghiero, conformemente alla destinazione approvata con la licenza edilizia. Insomma quello stabile era stato costruito per essere un albergo e non un postribolo, ci spiega il sindaco. E tuttavia il postribolo continua a lavorare: il gerente, tramite il suo legale Yasar Ravi, ha infatti inoltrato due ricorsi: il primo riguardo la cessazione dell’attività, e il secondo sull’effetto sospensivo. Ma dopo 4 mesi, il Consiglio di Stato non ha ancora potuto esprimersi, neppure sull’effetto sospensivo. E ora il Municipio si sente con le mani legate, vittima della procedura giuridica che non ha fine. “Capisco il Consiglio di Stato che attende la fine della procedura, ci spiega Bacciarini. La ricorrente sfrutta tutte queste possibilità per tirare avanti. Il Consiglio di Stato è chiamato a prendere una decisione sull’effetto sospensivo. Chiaramente per la procedura giuridica e la prassi che la ricorrente ha a disposizione i tempi corrono e il Consiglio di Stato non ha ancora deciso”. Un mese fa la Polizia cantonale era intervenuta all’interno del locale denunciando il gerente e il gestore al ministero pubblico per “disobbedienza a decisioni dell’autorità”. L’intervento voleva infatti dar seguito alla risoluzione del Municipio. Ma oggi vige ancora lo status quo. “Siamo delusi per le tempistiche. Di fatto rimane uno status quo, un menefreghismo, loro vanno avanti sulla loro strada e noi siamo un po’ con le mani legate”, conclude il sindaco Bacciarini. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

