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Ticino
Rissa all'Aldi di Chiasso: sei contro uno
Redazione
15 anni fa
La polizia è intervenuta in viale Volta a Chiasso per sedare una rissa scoppiata tra degli asilanti e un agente di sicurezza

Un altra rissa a Chiasso. E ancora una volta sono coinvolti degli asilanti. Stavolta, come anticipa il Corriere del Ticino, polizia e guardie di confine son dovute intervenire al gran­de magazzino Aldi in viale Volta a Chiasso. Il tutto è avvenuto ieri poco prima delle 18.00. Secondo le testimo­nianze raccolte da Ticinonews tre asilanti sono stati notati da un agente di sicurezza privata all'interno del negozio, fra gli scaffali, in atteggiamento sospetto. I tre stavano svaligiando il negozio, nascondo la merce rubata sotto la giacca. I tre sono quindi stati invitati da un agente della sicurezza - esperto di arti marziali - a lasciare la merce sul posto e ad andarsene. Ma a questo punto è scattata la in rissa. Durante la quale i tre asilanti sono stati aiutati da altre tre persone, forse tre zingari. In un sei contro uno. Gli agenti, che sono intervenuti in forze, hanno dapprima sedato gli animi e poi hanno portato via i rissosi per accer­tamenti. L'agente è stato ferito al volto. E nella rissa è stata ferita anche una donna, cittadina di Chiasso.  Da oggi il servizio di sicurezza all'Aldi di Chiasso sarà potenziato. In particolare, all'interno del negozio, si passerà da uno a due agenti. Interrogazione al MunicipioIl caso oggi pomeriggio è finito anche sui banchi del Municipio. Ci hanno pensato i consiglieri comunali del PPD Giorgio Fonio e Mauro Mapelli. Con un'interrogazione. Vediamo. "La situazione a Chiasso - vi si legge - sembra essere sfuggita di mano. Non passa giorno che sul nostro territorio scoppi una rissa che vede coinvolti alcuni richiedenti l’asilo. Fino a ieri, queste situazioni avevano come attori i soli asilanti. La rissa scoppiata all’interno di un supermercato del centro ha però vista coinvolta anche una cittadina di Chiasso, che ha avuto un’unica colpa: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Siamo convinti di non dire un’eresia, nell’affermare che la situazione di Chiasso sia divenuta insostenibile e che la popolazione non sia più disposta ad accettare questi atteggiamenti". E ancora: "Il richiedente l’asilo è un essere umano e l’essere umano ha bisogno di lavorare per sentirsi realizzato. È innegabile che un uomo che non lavora, trova il tempo per riempirsi di vizi che inevitabilmente lo portano a compiere gesti inconsulti. Nel caso specifico, vi è un costante abuso di alcolici che crea di continuo situazioni di attrito fra le varie etnie. Riteniamo fondamentale che la politica debba impegnarsi nel trovare delle soluzioni e non limitarsi semplicemente a cavalcare il malessere comune con continue sparate sensazionalistiche. Bisogna lavorare insieme e trovare soluzioni concordate. Ma bisogna farlo in fretta. Non possiamo e non dobbiamo chiuderci su noi stessi e continuare a piangere nella speranza che Berna ci aiuti. Il cittadino non può e non deve aspettare che i tempi, esageratamente lunghi della politica, facciano il loro corso. Dobbiamo rimboccarci noi stessi le maniche e iniziare a trovare delle soluzioni interne alla nostra realtà". Queste le domande poste al Municipio. Se ritiene di "valutare la possibilità di aumentare i posti a disposizione dei richiedenti l’asilo per i lavori di pubblica utilità? Se ritiene di "provare ad insistere con i comuni limitrofi per chiedere un maggiore sostegno nell’assunzione di richiedenti l’asilo per lavori di pubblica utilità?".E se pensa di "valutare il potenziamento della sorveglianza del territorio con la presenza di agenti di sicurezza a supporto della polcom?".

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