
Hanno tra i 28 e i 35 anni gli otto detenuti a processo a Lugano per la rissa avvenuta la mattina del 23 giugno 2018 nel campo da calcio del penitenziario cantonale la Stampa.
Tutto è scoppiato per una discussione tra due detenuti iniziata nelle celle, che è poi continuata all’esterno. Ad avere la peggio è stato uno dei due detenuti “eccellenti”, già condannati per l’omicidio di Via Odescalchi. L’uomo, un trentenne svizzero di origine ucraina pluripregiudicato, che ha subito fratture delle ossa facciali.
I due assassini di via Odescalchi (l’altro è anch’esso un trentenne pluripregiudicato italobrasiliano) si sono scontrati con un gruppo di sei albanesi.
A dirigere il procedimento è il giudice Mauro Ermani. L’accusa è sostenuta dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti. I difensori sono gli avvocati Marco Masoni, Deborah Gobbi, Maurizio Pagliuca, Matteo Quadranti, Sebastiano Pellegrini, Benedetta Noli, Mario Bazzi e Andres Martini. Quest’ultimo è stato protagonista di un battibecco con il giudice Ermani, che gli ha negato la possibilità di delegare la difesa a un praticante. Un punto molto discusso questo, perché se la normativa cantonale concede ampie possibilità di delega, il codice di procedura penale le esclude. Dopo qualche discussione, l’avvocato Martini ha accettato di sedersi e difendere il suo assistito, evitando quindi che il processo fosse sospeso.
Attualmente tutti gli imputati sono stati trasferiti in carceri della Svizzera interna.
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