
18 milioni di franchi. A tanto ammonta la cifra con cui il Consiglio di Stato intende sussidiare le opere di approvvigionamento idrico per il quadriennio 2026-2029. Il messaggio licenziato all'attenzione del Gran Consiglio arriva a stretto giro di posta da un prolungato periodo di siccità che ha lentamente prosciugato le falde che si trovano sotto i nostri piedi. Una situazione che più che mai ha sottolineato l'importanza di una gestione integrata delle risorse idriche. Ma per farlo servono, appunto, investimenti, che il Cantone è pronto a co-finanziare. «I sussidi hanno l'obiettivo di finanziare opere che consentono ai Comuni di scambiarsi l'acqua in maniera reciproca», illustra il capoufficio della protezione delle acque e dell’approvvigionamento idrico Mauro Veronesi. «Si va dalla realizzazione di acquedotti, canalizzazioni, serbatoi, alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento idrico».
I principali progetti
Tra gli interventi più rilevanti figurano la nuova captazione a lago dell’Azienda industriale di Lugano a Cassarate e i nuovi pozzi della Morettina a Locarno. Entrambi molto onerosi, ma anche decisivi per un'intera regione. «Nel primo caso - spiega Veronesi - è già presente una captazione da 200 L/s che a breve verrà potenziata a 600 L/s. Nel Locarnese invece i pozzi verranno resi più profondi, in modo che risentano di crisi idriche o periodi di siccità».
Maggior autonomia per l'Esecutivo
Rispetto al passato gli investimenti nelle infrastrutture aumenteranno - si passerà da una media di 3 milioni all'anno a 4,5 - e cambierà anche la prassi precedente, basata su un credito quadro anziché su singoli decreti. Detto altrimenti, verrà dato maggior margine decisionale all'esecutivo sull'erogazione dei contributi. «Dal lato pratico non cambia nulla, ma dal profilo amministrativo l'iter sarà più agevole ed efficiente e - assicura Veronesi - sarà comunque garantito un risconto regolare al Gran Consiglio sulle opere che sono state finanziate».

