
L’amnistia fiscale ticinese potrebbe risorgere. La Commissione economia del Nazionale ha adottato ieri con 15 voti contro 10 una mozione, frutto del lavoro dei consiglieri nazionali PPD Fabio Regazzi e Guillaume Barazzone, che incarica il Consiglio federale di creare una base legale adeguata in questo senso.
Proprio la mancanza di una sufficiente base legale era stata l’origine dell’affossamento dell’amnistia fiscale ticinese approvata in votazione popolare nel maggio del 2014. Il Tribunale federale aveva infatti dato ragione al ricorso socialista. Il progetto approvato dal Gran consiglio ticinese, ricordiamo, prevedeva il condono della multa e un'imposizione del 70% sugli averi nascosti che fossero riemersi durante una finestra temporale di due anni.
La sentenza riferita al Ticino ha bloccato qualsiasi altra iniziativa cantonale in questo senso. Il Canton Giura era però riuscito ad attuare una propria amnistia fiscale valida cinque anni, che ha consentito di recuperare circa nel periodo 2010-2015.
La Commissione economia del Nazionale, vista la necessità di risolvere questa situazione contradditoria, ha quindi approvato la mozione di Fabio Regazzi. I voti favorevoli sono arrivati da UDC, PPD e parte del PLR.
La mozione di Regazzi propone di introdurre una norma “potestativa” che consente ai Cantoni, in caso di autodenunce esenti da pena, di ridurre il periodo di ricupero delle imposte sottratte ai fini delle imposte cantonali (e comunali). Ai fini dell’imposta federale diretta, in caso di autodenuncia esente da pena, il periodo di ricupero delle imposte sottratte rimane di dieci anni.
Per Regazzi si tratta "di un passo in avanti decisivo verso una proposta già votata dai Ticinesi il 18 maggio 2014, poi annullata dal Tribunale federale perché contraria al diritto federale superiore". In un comunicato diramato oggi, il consigliere nazionale esprime la propria soddisfazione per la decisione della Commissione, e nel contempo annuncia aver ritirato la sua iniziativa parlamentare a sostegno della reintroduzione di un’amnistia federale poiché divenute ridondante.
La mozione sarà sottoposta al plenum del Nazionale durante la prossima sessione autunnale e di seguito agli Stati. In caso di sua adozione il Consiglio federale dovrà presentare una modifica legislativa nel senso auspicato dalla mozione. Nel contempo i CN Regazzi e Barazzone hanno ritirato le loro iniziative parlamentari a sostegno della reintroduzione di un’amnistia federale poiché divenute ridondanti.
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