
Il Passo del San Gottardo è un luogo che moltissimi vengono a visitare in particolare per i panorami mozzafiato. Ma i luoghi alpini non sono solo un piacere per gli occhi. Lo vuole dimostrare la nuova mostra temporanea estiva al Museo Nazionale del San Gottardo, dedicata all'eco. Esibizione resa possibile grazie alla collaborazione con il Museo Svizzero Alps di Berna e l'artista vocale Christian Zehnder, che abbiamo potuto incontrare. «Io sono stato a lungo un alpinista molto attivo e come musicista quando si è in giro naturalmente si canta e si fa lo jutz. Così l'eco ha assunto per me un significato sempre più grande. Mi è sempre piaciuto, durante le escursioni in montagna, andare alla ricerca di questo fenomeno. Da lì è nata una grande passione». È già dal 2015 che Zehnder ha lanciato il suo progetto di dare voce alle Alpi, cercando i luoghi dove c'è una eco, facendo una vera e propria mappatura della regione.
«Sorprendente per molti»
Al museo sarà quindi possibile ascoltare sette registrazioni di echi provenienti da diversi luoghi in Svizzera e immergersi nella storia di questo fenomeno, dallo yodel agli animali. Ma come mai si è deciso di fare questa esposizione? «Siamo tutti molto interessati alle immagini delle Alpi. Conosciamo la fotografia, viviamo nell'epoca di Instagram. A me invece affascinano moltissimo i suoni delle Alpi: le valanghe, il vento, la caduta di massi», ci spiega il direttore di Alps, Beat Hächler. «Qui siamo sul Gottardo, con le pale eoliche, con le motociclette, il ghiaccio che si scioglie. È un'esperienza che conosciamo, ma che è un po' passata in secondo piano, e penso che per molti visitatori sia anche sorprendente poter percepire le Alpi da una prospettiva completamente diversa, con altri sensi». Oltre all'esposizione sonora, è stato anche sviluppato con il musicista Julian Sartorius un percorso escursionistico (SoundTrail), da Realp ad Airolo, in cui gli escursionisti possono ascoltare diversi suoni realizzati in determinati luoghi e solo con oggetti trovati sul posto. «Credo che l'aspetto di uscire personalmente nel paesaggio senza telefono, producendo suoni solo con pietre e piante, abbia qualcosa di molto rinfrescante. È inoltre un'esperienza analogica in un mondo digitale».
Bene l'inizio stagione
Il museo sul passo sarà aperto tutti i giorni in una stagione estiva che è già iniziata molto bene, ci conferma la curatrice Ludovica Darani: «In particolare le temperature di settimana scorsa hanno portato molta gente in vetta e abbiamo avuto un buon riscontro anche sulla mostra permanente, che racconta la storia appunto del passo dal Medioevo ad oggi con tutti i tunnel scavati. Mostra che è sempre molto apprezzata». Da domani, quindi, spazio anche a suoni ed echi.

