
Troppo alto il rischio di fuga all'estero per concedere gli arresti domiciliari a Davide Enderlin junior, custodito nel carcere Marassi di Genova dal 22 maggio scorso.
È questo il principale motivo per cui i giudici del Riesame hanno respinto, ieri, l'istanza di revoca della misura cautelare inoltrata dal legale dell'imprenditore luganese, l'avvocato Giordano Balossi di Milano.
Come scrive oggi La Repubblica, citando i giudici attribuiscono a Enderlin "elevati mezzi economici all'estero". E temono che, in caso di scarcerazione, l'imprenditore di nazionalità elvetica possa passare il confine italo-svizzero e far perdere le proprie tracce.
L'avvocato Balossi ha comunque negato l'esistenza di questi "elevati mezzi economici all'estero". A suo dire Enderlin è decaduto dalla carica di amministratore delegato della Admira, la società che detiene il 100% dell'Holiday Inn di Lugano, già nel marzo scorso. Il legale ritiene quindi che ci siano i presupposti per gli arresti domiciliari, da scontare presso un'abitazione in Italia.
Un altro fattore che ha pesato sulla decisione dei giudici di non concedere i domiciliari a Enderlin sono i suoi precedenti. Essi ritengono infatti che, in virtù dei guai da lui avuti con la giustizia in passato, sia in Italia che in Svizzera, l'imprenditore possa reiterare il reato. Nelle motivazioni dei giudici vengono citati, tra gli altri, pure due fallimenti ticinesi che hanno visto coinvolto Davide Enderlin, quello della Pramac di Riazzino e quello della Ed.Im.Suisse. Precedenti che giocano a suo sfavore.
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