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Ticino
Risanamento Petrolchimica: “La Città faccia pagare Tamoil”
© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu
Marco Jäggli
6 anni fa
I Verdi di Bellinzona chiedono al Municipio perché non si è tentato di far ricadere gli oltre 20 milioni di spese di risanamento del sedime sull’ultima proprietaria di Petrolchimica SA

È di qualche settimana fa la notizia che il Municipio di Bellinzona ha stimato il risanamento dell’area dell’ex-Petrolchimica SA di Preonzo a 20-25 milioni di franchi. Secondo quanto annunciato, l’80% circa di quest’ammontare sarà coperto dalla Confederazione, mentre il 20% sul Comune. I Verdi di Bellinzona però non ci stanno e ritengono che a pagare debba essere l’ultima proprietaria della Petrolchimica, ovvero Tamoil SA. “Dalla lettura del messaggio Municipale e dalla relazione commissionale”, si legge infatti, “appare tuttavia piuttosto evidente come la Città e il Cantone nutrano ben poche speranze di riuscire a rifarsi su chi ha perpetrato tale danno ambientale (perturbatori per comportamento) e recuperare le pesanti spese per il risanamento. Un atteggiamento che appare decisamente troppo rinunciatario, contrario anche ad un utilizzo parsimonioso e corretto delle risorse pubbliche”.

“Un dovere morale e legale”
Per i Verdi infatti “risanare un fondo inquinato rappresenta un dovere morale (e legale) di un ente pubblico nei confronti delle future generazioni, ma in questo caso anche e soprattutto a tutela degli abitanti e della fauna e della flora di quel comparto della nuova Città”. Però, si legge nel comunicato, “come si sia per contro arrivati ad accettare una simile situazione per molti anni, con aziende che danneggiano pesantemente il territorio, inquinandolo e deturpandolo, per poi filarsela a gambe levate dovrebbe rappresentare un monito per la politica del futuro, affinché non si ripetano atti di inquinamento del suolo così gravi e che chi danneggia è chiamato a giudizio sia dal punto di vista legale che finanziario”. “L’utilizzo in questo contesto anche dei contributi di delocalizzazione (fondo finanziato in ultima analisi ancora dai cittadini)”, aggiungono inoltre i Verdi, “appare come una mossa di resa nella volontà di far valere i propri diritti nei confronti dell’ultima proprietà della Petrolchimica SA ovvero la ditta Tamoil SA”.

“I Verdi”, si legge infine, “sono pertanto convinti che la Città debba intraprendere tutti i passi necessari anche a livello di pressione pubblica affinché quest’ultima ditta, o chi con il risanamento potrà trarne beneficio economico, siano chiamati a contribuire significativamente alle spese di risanamento del sedime”.

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