
Ancora non è stato deciso niente, ma la costruzione di un secondo tubo per il risanamento del Gottardo fa certamente già discutere. Ultima polemica in ordine di tempo riguarda una lettera che quattro Consiglieri di Stato di Basilea, Neuchâtel, Ginevra e Vaud hanno mandato lo scorso 27 giugno alla Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale. Secondo i quattro ministri (Nuria Gorrite (VD), Luc Barthassat (GE), Alain Ribaux (NE) e Hans-Peter Wessels (BS), la costruzione di un secondo tubo metterebbe in secondo piano progetti urgenti in altre regioni.
Immediata la reazione del Consiglio di Stato ticinese, che esprime il proprio dissenso riguardo alla posizione espressa dai quattro ministri, ai quali ha inviato una lettera.
"Nella vostra lettera si parla di un “trattamento preferenziale” per il Gottardo, valutazione che ci sconcerta" si legge nella missiva. "Dopo quasi 40 anni di servizio il tunnel del Gottardo deve purtroppo essere risanato. Si tratta di un dato tecnico non di una scelta politica. I progetti di manutenzione hanno per forza di cose priorità su progetti di sistemazione o di potenziamento della rete stradale. Anche questo ordine di priorità è dettato da necessità tecniche ed esulano dalla libera disposizione della politica".
"Siamo perfettamente a conoscenza del fatto che il traffico giornaliero medio al Gottardo è inferiore a quello registrato in alcune regioni dei vostri Cantoni o sulla tratta autostradale tra Lugano Sud e Mendrisio. Ma la necessità del risanamento è data per motivi tecnici di vetustà dell’infrastruttura ed è indipendente dal volume di traffico.Intuiamo che siano i costi della costruzione di un tunnel di risanamento ad avervi indotto a prendere posizione con le modalità scelte. Però, qualora la proposta di risanamento del Consiglio federale dovesse venir bocciata dal Parlamento o dal Popolo, l’alternativa attualmente sul tavolo prevedrebbe la realizzazione di una cosiddetta “autostrada viaggiante corta” provvisoria, contestata da Uri e dal Ticino. Inoltre nessun attore politico di peso la sostiene".
"Su questo sfondo temiamo che la discussione sul risanamento del San Gottardo ripartirebbe da zero con esiti incerti. L’unica certezza è che più si aspetterà, più i costi del risanamento saranno alti e più saranno limitate le scelte possibili".
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