
Sul progetto di risanamento dei corsi d'acqua – presentato dal Governo ad inizio agosto – era stata annunciata battaglia e così è stato. Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino, negli scorsi giorni le Officine idroelettriche della Maggia (Ofima) e di Blenio (Ofible) hanno inoltrato due riscorsi al Tribunale cantonale amministrativo contestando su più fronti il piano del Dipartimento del territorio.
Un progetto questo che giunge dopo trent'anni di discussioni e approfondimenti e che, in sintesi, prevede di diminuire la produzione di energia idroelettrica per ridare vitalità ai fiumi Ticino, Brenno e Maggia. Un intervento questo definito dal direttore del Territorio Claudio Zali quale "un atto di conciliazione con il nostro ecosistema", ma che non è piaciuto ad Ofima e Ofible.
In particolare, come spiega al CdT il direttore delle officine Marold Hofstetter, "il progetto presenta diverse criticità e spiace constatare come le nostre valutazioni, avanzate in fase di consultazione, non siano state affatto considerate".
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