
È quasi fatta. Dopo infinite discussioni, i commissari oggi hanno sottoscritto il rapporto che dovrebbe spianare la strada al risanamento della Cassa pensioni dello Stato. Si parla di una cifra seguita da numerosi zeri, ma questa volta non si parla di contributi a fondo perso e neppure di prestiti. In sostanza il Cantone anticiperà all’Istituto 700 milioni di franchi, che poi corrispondono a sei anni di contributi previdenziali dei suoi dipendenti. Lo farà emettendo obbligazioni trentennali. “250 milioni sono a garanzia della copertura, quindi non utilizzabili, in linea con quanto previsto nel 2012. Gli altri 450 milioni sono liberi di essere utilizzati per ottenere dei rendimenti”, spiega la presidente della Commissione della gestione Anna Biscossa, raggiunta dai colleghi di Teleticino.
Guerra: “Una soluzione innovativa”
L’istituto di previdenza del Cantone potrà dunque investire i soldi ricevuti. E con il ricavato potrà pagare gli interessi al Cantone e raggiungere il grado di copertura dell’85% imposto dalla Confederazione. Una soluzione che il presidente della sottocommissione finanze Michele Guerra definisce totalmente innovativa. “La sottocommissione si è occupata di questo dossier sull’arco degli ultimi due anni e mezzo, dapprima con un rapporto tecnico che ha identificato 5 possibili soluzioni al problema. Poi con un rapporto politico che, in collaborazione con il Consiglio di Stato e la Cassa pensioni stessa, ha elaborato una di questa cinque vie. Una via innovativa che non va più a immettere a fondo perso mezzo miliardo nell’Ipct, ma va a fare un anticipo remunerato, dando 700 milioni alla cassa pensione”.
L’ultimo punto da risolvere
Ottima notizia, dunque, ma la storia non è ancora a lieto fine. Non lo è perlomeno per 16mila affiliati alla cassa pensioni del Cantone. L’Istituto, infatti, come aveva già fatto nel 2013, si prepara ad una riduzione del tasso di conversione. Le pensioni insomma, denunciano i sindacati scesi in piazza, verranno tagliate del 20%. I commissari dovranno dunque tornare a discutere di questo aspetto in un futuro “non troppo lontano”, precisa Biscossa.
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