
“Il banco di prova per Christian Vitta sarà il blocco dei ristorni”. Così il ministro Claudio Zali si è espresso durante la trasmissione di Piazza del Corriere, sollecitato dalle domande di Gianni Righinetti sul nuovo assetto del Governo. “Vedremo se ci sarà una convergenza tra i ministri, rilancerò la proposta del blocco dei ristorni prima dell’estate” ha puntualizzato il Consigliere di Stato, che ha definito i rapporti con l’Italia “profondamente insufficienti”, soprattutto per quanto riguarda alcune opere monche, alludendo alla ferrovia di Stabio-Arcisate.
Una provocazione, quella di Zali, che giunge dopo i 3 secchi no arrivati oggi da Berna a tre iniziative ticinesi: l’istituzione di una regione speciale per il Ticino; l’abrogazione sull’accordo dei frontalieri del 1974 e la sua rinegoziazione; l’iniziativa PPD per il trasferimento della competenza ai cantoni della fissazione di contingenti e tetti massimi.
Decisioni che per ora sono solo a livello commissionale, ma che propongono una strada tutta in salita per le iniziative ticinesi.
“Non mi aspettavo un miracolo” ha esordito a inizio trasmissione Zali, “ma una maggiore autonomia per il Cantone per la questione dei contingenti sì”.
Più pacata la reazione di Jacques Ducry, granconsigliere indipendente eletto nelle fila del PS, anch'egli ospite della trasmissione: “È una decisione normale. Fissare dei contingenti dai cantoni quando Berna non ha ancora trattato con l’UE sul 9 febbraio e la sua compatibilità con gli accordi bilaterali, non ha senso. Questi temi sono ancora in divenire”.
Deluso invece Alex Farinelli, neo eletto deputato PLR, sulla questione dei contingenti. “I permessi dei frontalieri sono legati a una realtà locale, ritengo che bisogna aumentare la sensibilità su questo tema”.
“Sullo statuto speciale non avevo grandi aspettative” replica dal canto suo Giorgio Fonio, neo eletto in Gran Consiglio nelle fila del PPD. “Mi preoccupa piuttosto la questione dei contingenti, anche perché era una richiesta cantonale. Bisogna sensibilizzare maggiormente la capitale e qui la deputazione ticinese alle camere federali gioca un ruolo fondamentale”.
Gli ospiti di Gianni Righinetti si sono poi soffermarti sul Ticino che verrà. Tutti e quattro politici hanno auspicato una collaborazione tra i partiti per il bene del Cantone, anche se nessuno ha avanzato ipotesi di alleanze.
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