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Vallemaggia
Ripristino lento? Vitta: "Siamo stati tempestivi"
Immagine Ticinonews
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Redazione
2 anni fa
Il presidente del Consiglio di Stato risponde a chi giudica troppo lenta e inefficace l'azione delle autorità a seguito dell'alluvione di fine giugno. Fiorenzo Dadò: "Eccesso di burocrazia, ma evitiamo polemiche inutili".

Il tempo dell'emergenza è finito. La ricostruzione, in Vallemaggia, avanza. Troppo lentamente, però, secondo alcuni residenti della regione. "Abbiamo fatto tutto il più rapidamente possibile", commenta ai nostri microfoni il presidente del Governo, Christian Vitta. "Il Consiglio di Stato ha avviato tempestivamente una commissione indipendente per il coordinamento delle donazioni. Adesso sta a questa commissione avviare i lavori, prendendosi a carico le diverse richieste di aiuto". La commissione, istituita lo scorso 7 agosto, è chiamata a decidere gli importi da erogare raccolti dalla Catena della solidarietà. Le donazioni raccolte direttamente dai Comuni di Cevio e Lavizzara verranno invece gestite direttamente dalle autorità comunali e saranno destinate a progetti di interesse pubblico.

"Eccesso di burocrazia"

Per la ricostruzione, va da sé, è essenziale il sostegno politico. Proprio per garantire gli appoggi necessari nei principali centri decisionali, due settimane dopo l'alluvione è stato costituito un comitato di crisi per sostenere i comuni colpiti. A presiedere il comitato è il granconsigliere Fiorenzo Dadò, residente nella regione. In un'intervista rilasciata a metà luglio al CdT, Dadò denunciava un "eccesso di zelo e burocrazia" da parte delle autorità prima di concedere gli aiuti. A distanza di due mesi dall'alluvione, chiediamo a Dadò come valuti la risposta delle istituzioni. "Anzitutto bisogna ringraziare tutte le persone che si sono date da fare, istituzioni incluse", premette il granconsigliere e presidente del Centro. Tuttavia, "l'eccesso di zelo e burocrazia, purtroppo, si è visto anche in questa occasione".

Giudizio "nel complesso positivo"

Dadò fa un esempio. "Per attraversare un fiume con un mezzo meccanico che serviva a liberare le strade, si dovevano compilare dei formulari. Per portarlo nell'abitato di Roseto e liberare l'ostruzione del fiume, che avrebbe potuto causare grossi danni in caso di rottura incontrollata, ci sono voluti 11 giorni". Il giudizio di Dadò, però, "nel complesso è positivo. Da queste situazioni dobbiamo capire cosa è andato bene e cosa meno, per cercare di migliorare. Polemiche inutili non servono".