
Il partito comunista saluta con "entusiasmo" la decisione adottata di recente dall’Unione Sindacale Ticino e Moesa di portare a livello di congresso nazionale la proposta di lanciare delle iniziative popolari per ripristinare le regie federali delle poste, delle telecomunicazioni e delle ferrovie (vedi articolo suggerito). Già lo scorso aprile, ricorda il partito, il deputato Massimiliano Ay aveva depositato una iniziativa cantonale in Gran Consiglio affinché il Canton Ticino si mobiliti verso Berna a favore del ripristino della regia federale della Posta. "La nazionalizzazione di tali settori economici è infatti quanto mai urgente di fronte all’arroganza "smantellatrice" del Gigante Giallo e ai disservizi che si registrano nelle altre aziende" si legge in una nota del partito, che da sempre ritiene che settori strategici dell’economia nazionale non debbano essere privatizzati.
"In questo senso nel 1997 solo i comunisti tentarono (invano) la via del referendum per impedire la privatizzazione delle PTT" ricorda il PC. "Vent’anni fa, purtroppo, i sindacati e il PS non capirono i rischi di quella controriforma e non seguirono il Partito Comunista (allora Partito del Lavoro) preferendo piegarsi alla moda neo-liberista, con gli effetti che oggi sono sotto gli occhi di tutti: sono state cedute ai privati attività redditizie per lo Stato e il servizio pubblico svizzero, con la sua qualità e i suoi posti di lavoro sicuri, è andato deteriorandosi!"
Per questo motivo il partito non può fare altro che salutare con favore la proposta dell'USS. "I sindacati ticinesi oggi, giustamente, affermano che i servizi pubblici devono abbandonare la logica aziendalistica e la ricerca del massimo profitto. Il Partito Comunista giudica favorevolmente questa linea e auspica che i delegati dell'Unione Sindacale Svizzera la seguano: è adesso il momento" conclude la nota.
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