
Ripristinare i controlli alle frontiere e sospendere il credito di 20 milioni di franchi all'Italia, fino a quando la vicina Penisola non rispetterà nuovamente l’accordo di Dublino. Sono le richieste contenute in due mozioni presentate alle Camere federali dal consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC Ticino). “Dal dicembre 2022, l'Italia ha sospeso unilateralmente l'applicazione dell'accordo di Dublino. I controlli alle frontiere devono quindi essere reinseriti”, si legge nella mozione.
Il contesto attuale
Una domanda di asilo deve essere esaminata una sola volta in tutta l'UE e in Svizzera. Il sistema di Dublino, vincolante per gli Stati membri dell'UE e per gli associati, tra cui la Svizzera, “prevede che la competenza dell'esecuzione della procedura d'asilo spetti al primo Paese in cui la persona rifugiata arriva”. Se in un secondo tempo si trasferisce in un in un altro Stato, “quest'ultimo può rinviare la persona nel Paese di arrivo, anche se lì non aveva presentato domanda”. Dal settembre 2022 al gennaio 2023, ad esempio, l’Austria ha introdotto controlli alle frontiere con la Slovacchia.
Il “congelamento” del credito quadro
L'Italia dal dicembre del 2022 “ha sospeso l'Accordo di Dublino”. Pertanto, il credito quadro per la migrazione (2022-2026) che paga la Svizzera “deve essere congelato con effetto immediato”.

