
"Il cantiere della Stabio-Arcisate riparte entro 7 giorni". Lo aveva annunciato, non senza una certa esultanza, il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, martedì scorso in seguito al presunto accordo raggiunto tra la Rete Ferroviaria Italiana e la ditta Salini.
Presunto perché, come riferisce oggi La Regione, nessuno ha ancora visto tale accordo. E comunque riguarderà solo opere accessorie, necessarie per mitigare l'impatto che l'intervento sta avendo su due comuni, Arcisate e Induno Olona.
Il riavvio del cantiere entro sette giorni è reso impossibile anche dalla mancata soluzione per lo stoccaggio delle terre contenenti arsenico. I sondaggi per verificare la compatibilità della cava Femar di Viggiù, destinata ad accogliere 350 degli 850mila metri cubi di materiale di scavo, sono iniziati solo da poco e i primi sversamenti potranno iniziare, nella migliore delle ipotesi, solo nella prossima primavera.
Quanto all'iter per rendere definitivo il deposito degli altri 500mila metri cubi, in territorio di Arcisate, richiederà, secondo il sindaco del paese Angelo Pierobon, "almeno quattro mesi".
È quindi troppo presto per cantare vittoria. I tempi per completare la ferrovia, malgrado il presunto accordo di martedì, restano un'incognita.
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