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Politica
Riorganizzazione dei servizi di mensa e doposcuola: quali prospettive per le famiglie e i bambini del centro cittadino?
© CdT / Archivio
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Redazione
5 ore fa
Inoltrata da Marisa Mengotti (Verdi), Celine Antonini (PLR) e Nina Pusterla (La Sinsitra) un'interrogazione al Municipio di Lugano

«Riorganizzazione dei servizi di mensa e doposcuola: quali prospettive per le famiglie e i bambini del centro cittadino?». Si intitola così l'interrogazione presentata al Municipio di Lugano da Marisa Mengotti (Verdi), Celine Antonini (PLR) e Nina Pusterla (La Sinsitra).

«Con il comunicato stampa del 21 maggio 2026 relativo all’anno scolastico 2026-2027, la Città di Lugano precisava che, a seguito della cessazione dell’attività dell’Associazione “Il Centro”, assumerà direttamente la gestione del servizio mensa per le sedi di Gerra e Lambertenghi. Il servizio mensa continuerà dunque a essere garantito, ma gli utenti delle sedi interessate saranno accolti presso la mensa di Bozzoreda-Pregassona, con accompagnamento educativo e trasporti», si legge nel testo. «Parallelamente, il Municipio ha comunicato la decisione di non proseguire, a partire da settembre 2026, con i servizi di doposcuola presso le sedi di Gerra, Lambertenghi e Loreto, motivando tale scelta con una presenza ritenuta estremamente limitata di utenti, talvolta persino nulla, e con oneri organizzativi giudicati non sostenibili né proporzionati. Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite, la decisione solleva interrogativi importanti sia sul piano pedagogico, sia su quello sociale e territoriale».

«In una società in cui la conciliazione tra vita familiare e professionale rappresenta una sfida sempre più centrale — anche in termini di parità di genere e possibilità per entrambi i genitori di mantenere un’attività lavorativa — la riduzione dei servizi extrascolastici di prossimità nel centro cittadino rischia di avere conseguenze concrete sull’organizzazione quotidiana di numerose famiglie», sottolinea il testo dell'interrogazione. «Molte famiglie fanno infatti aQidamento su questi servizi per conciliare scuola, lavoro e vita familiare. Questo scenario rischia di indebolire progressivamente il ruolo delle scuole del centro cittadino come luoghi di prossimità, socialità e vita di quartiere e rafforzare il ricorso a strutture private, che permettono di conciliare meglio l’attività professionale con gli impegni familiari».

Riguardo alla scarsa frequentazione dei servizi extrascolastici, l'interrogazione mette in evidenza che «una presenza ridotta di utenti non indica necessariamente una mancanza di bisogno da parte delle famiglie, ma può anche essere il segnale di un servizio che, per modalità organizzative, orari, comunicazione, accessibilità, continuità educativa o qualità percepita, non rispondeva pienamente alle esigenze del territorio. Prima di trarre la conclusione che il servizio non sia necessario, appare quindi opportuno comprendere se siano state analizzate le ragioni della scarsa adesione e se siano stati coinvolti i genitori per capire quali condizioni avrebbero potuto rendere il doposcuola più attrattivo e maggiormente utilizzato».

Per queste ragioni, Mengotti, Antonini e Pusterla chiedono al Municipio di Lugano:

Quali sono i dati relativi alla frequenza dei servizi di mensa offerti dall’Associazione “Il Centro” e i servizi di doposcuola presso le sedi di Gerra, Lambertenghi e Loreto negli ultimi anni scolastici? Si chiede di indicare, per ciascuna sede e per ciascun giorno della settimana, il numero medio di utenti, l’evoluzione nel tempo e l’eventuale presenza di giornate senza iscritti o senza frequenza effettiva.
Quando il Municipio parla di “presenza nettamente insufficiente” o “estremamente limitata” di utenti, quali soglie minime di sostenibilità sono state applicate per decidere se mantenere o sopprimere un servizio di doposcuola?
Prima di decidere la soppressione del servizio, il Municipio ha analizzato le ragioni della bassa frequenza? In particolare, sono stati presi in considerazione fattori quali orari, modalità di iscrizione, costi, comunicazione alle famiglie, continuità educativa, qualità percepita del servizio, attrattività delle attività proposte e corrispondenza con i bisogni reali delle famiglie?
Il Municipio ritiene che il basso numero di utenti sia da interpretare esclusivamente come assenza di bisogno, oppure ha considerato la possibilità che esso possa riflettere anche criticità nell’impostazione o nella qualità percepita del servizio offerto?
Sono state consultate le famiglie che non hanno iscritto i propri figli al doposcuola, o che hanno rinunciato al servizio, per comprendere le ragioni della mancata adesione?
Sono state considerate soluzioni di rilancio o miglioramento del servizio prima della sua soppressione, ad esempio una diversa comunicazione alle famiglie, una revisione degli orari, una maggiore flessibilità d’iscrizione, una ridefinizione delle attività proposte o un potenziamento della qualità educativa?
È stata svolta una valutazione d’impatto sulle famiglie, in particolare su nuclei monoparentali, famiglie con entrambi i genitori attivi professionalmente, famiglie senza rete parentale di supporto e famiglie con più figli in sedi diverse?
Rispetto a Pregassona-Bozzoreda sono state analizzate alternative più vicine alle sedi scolastiche interessate, come Via Ferri, Molino Nuovo o altre strutture presenti nei quartieri centrali? Se sì, con quali risultati?
Il Municipio ritiene che questa riorganizzazione possa incentivare lo spostamento di allieve e allievi verso altri quartieri o istituti scolastici (anche privati), contribuendo a indebolire le scuole pubbliche delle due sedi del centro?
Quante famiglie risultano attualmente interessate dal cambiamento e quali forme di consultazione o dialogo sono state attivate con loro?
In generale, come giudica il Municipio la sua capacità di dialogo e raccolta informazioni presso il bacino di riferimento (nuclei famigliari e famiglie monoparentali)? Non intravvede il Municipio uno scollamento tra i dati di iscrizione e interessamento ai servizi extrascolastici di cui sembra essere in possesso e le necessità espresse pubblicamente dalla popolazione riguardo a posti e sedi di servizi extrascolastici?
Quali “possibili soluzioni organizzative offerte dalla rete dei servizi extrascolastici presenti sul territorio” intende concretamente proporre alle famiglie che avranno bisogno di un doposcuola nei pomeriggi oggi non più coperti?
Il Municipio intende prevedere una fase transitoria per l’anno scolastico 2026-2027, al fine di accompagnare le famiglie nel cambiamento ed evitare interruzioni improvvise del servizio?
Quali condizioni dovrebbero verificarsi affinché il Municipio rivaluti in futuro la decisione e ripristini, anche solo parzialmente, un servizio di doposcuola o mensa presso le sedi interessate?
È previsto un monitoraggio dopo l’introduzione della nuova organizzazione? Se sì, con quali indicatori, con quali tempistiche e con quale coinvolgimento delle famiglie?
In che modo questa decisione si concilia con gli obiettivi dichiarati dalla Città (Lugano 2030, Linee direttive, PDCom) in materia di sostegno alle famiglie, qualità di vita nei quartieri, mobilità sostenibile e conciliazione lavoro-famiglia?
Il Municipio sta valutando altri cambiamenti del genere in altri sedi del Comune? Se sì quali?
Qual è stata la spesa del Comune per i servizi extrascolastici negli ultimi anni? Il Municipio ha l’intenzione di ridurla nei prossimi anni?