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Rinvio profughi, autorità già attente al problema
Rinvio profughi, autorità già attente al problema
Rinvio profughi, autorità già attente al problema
Redazione
8 anni fa
Il Gran Consiglio ha respinto la mozione "Shems" della deputata PS Lisa Bosia Mirra

Il Gran Consiglio ha respinto la mozione "Shems (speranza)" del 2015 della deputata PS Lisa Bosia Mirra sull'accoglienza dei profughi, accogliendo - con 35 voti favorevoli, 29 contrari e 4 astensioni - il rapporto di maggioranza di Giorgio Galusero che la riteneva evasa. 

La mozione, ricordiamo, chiedeva al Consiglio di Stato, oltre che di studiare un piano di accoglienza per i profughi, "di farsi portavoce presso le competenti autorità federali della volontà di tanti cittadini e cittadine di far uso della clausola di sovranità come prevista dagli accordi di Dublino e di non procedere ad alcun rinvio verso l'Italia e l'Ungheria, a meno che le autorità italiane e ungheresi non offrano in ciascun caso concreto garanzie effettive e verificabili di una presa a carico dignitosa nel lungo termine".

Al plenum sono stati sottoposti due rapporti: quello favorevole di Carlo Lepori (PS) e quello di Giorgio Galusero (PLR) e della maggioranza della Commissione della legislazione che chiedeva di respingerla.

L’atto parlamentare proponeva come detto di sospendere i rinvii verso l’Italia dei richiedenti l’asilo che secondo l’accordo di Dublino non possono rimanere in Svizzera perché hanno già depositato una domanda nella vicina penisola. “La motivazione è che in Italia non vi sono strutture d’accoglienza adeguate, ciò che contrasta con quanto stabilito da una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) del 2017 che ha appurato che invece vi sono garanzie sufficienti da poter escludere violazioni della CEDU”, aveva puntualizzato lo stesso Galusero in un articolo pubblicato a metà gennaio su Opinione Liberale (vedi suggerito). “Negli ultimi tre anni i rinvii di asilanti verso l’Italia sono stati 150. Il loro mancato allontanamento, come chiede la mozione, avrebbe comportato per il nostro Cantone un costo superiore ai 10 milioni di franchi”. Una posizione, la sua, condivisa dunque anche dalla maggioranza dei deputati, secondo cui i rinvii per l'Italia possono andare avanti visto che il Tribunale amministrativo federale ha considerato sufficienti le rassicurazioni fornite dalle autorità della vicina Penisola. Quelli verso l'Ungheria, invece, sono attualmente sospesi per decisione della SEM.

L’atto parlamentare chiedeva inoltre di intervenire a Berna con uno studio a sostegno dell’accettazione di un numero superiore di gruppi di rifugiati. In questo senso nel settembre scorso il Governo aveva confermato l'accoglienza di 70 cittadini siriani nell'ambito del programma nazionale predisposto dalla Confederazione.

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