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Politica
Rincaro Arcobaleno, "Così si disincentiva l'uso del trasporto pubblico"
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
I Verdi del Ticino prendono posizione in merito all'aumento delle tariffe annunciato oggi da Arcobaleno. "Questa decisione peggiorerà il quotidiano caos viario e la qualità di vita".

A dicembre i mezzi pubblici costeranno di più: biglietti più cari fino al 9% e abbonamenti tra il 3 e il 10%. L'annuncio è arrivato oggi dalla Comunità tariffale Arcobaleno (CTA). "Deploriamo questa decisione", scrivono I Verdi del Ticino. "Si tratta di un aumento che va ben oltre l’inflazione e che è addirittura il doppio degli aumenti comunicati dalle FFS a livello nazionale. Questa decisione di certo non incentiverà le persone a fruire di un servizio pubblico già piuttosto costoso, in un cantone che ha da un lato i salari più bassi della Svizzera e dall’altro ha estremamente bisogno della mobilità alternativa avendo uno dei tassi di motorizzazione e di inquinamento dell’aria più elevati".

"L'incentivo passa anche dalla riduzione del prezzo"

I Verdi, si legge nel comunicato stampa, "credono sia fondamentale incentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto e questo anche tramite la riduzione del prezzo, in particolare degli abbonamenti. Per questo motivo lo scorso febbraio il gruppo parlamentare verde, ha chiesto tramite una mozione di diminuire il prezzo dell’abbonamento Arcobaleno, delle carte giornaliere Arcobaleno e delle carte per più corse Arcobaleno del 25%". Una proposta sulla quale sperano che "presto si possa esprimere il Gran Consiglio".

"Sono le conseguenze del pareggio di bilancio"

Un maggiore utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, continuano I Verdi, "permetterebbe di migliorare la qualità di vita di tutta la popolazione ticinese poiché si diminuirebbero gli ingorghi stradali, si ridurrebbe l’inquinamento atmosferico e fonico e si mitigherebbe il surriscaldamento del clima". Per questo motivo gli esponenti del Partito "faticano a comprendere come il Cantone possa aver concordato un tale aumento con le imprese di trasporto e ritengono che gli aumenti del doppio rispetto alla media nazionale siano già una delle prime conseguenze perverse delle draconiane misure di risparmio provocate dal decreto Morisoli, che costringe il Cantone a risanare le finanze dello stato entro il 2025, e di una politica fiscale volta a favorire le imprese e le persone più facoltose a scapito della classe media e delle fasce meno abbienti della popolazione".